Un paio di domeniche fa, la domenica delle Palme, il
5 aprile, ci è venuta voglia di andare a mangiare fuori. Sempre più stabili
in Ancona, diamo un'occhiata ai ristoranti in zona, che stiamo provando a poco a poco. Mèmore di un pranzo non male più di dieci anni fa, ho proposto il
Ristorante Degli Ulivi, a Roncitelli.
Roncitelli - nota storica - era residenza estiva della
famiglia Mastai Ferretti, il cui esponente più famoso fu
papa Pio IX. Classico borgo marchigiano, tutto attorno alla fortezza, si trova a un quarto d'ora da Senigallia, nell'interno.
Una volta agli Ulivi si mangiava carne.
Oggi la gestione - almeno in cucina - è cambiata, e
si va di pesce. Poco male - mi dico - se lo fanno bene, varrà ancor più la pena.
Che facciano pesce, a dirla tutta, me ne accorgo solo quando mi siedo al tavolo, e presto attenzione a cosa viene servito.
Un buon inizio: spesso i ristoranti di pesce si fanno annunciare da un odore forte, talvolta fortissimo, che testimonia la bassa qualità (per lo meno di conservazione) del prodotto.
Qui invece anche il congelato è valido: c'è poco da stupirsi, chi conosce queste zone sa che il pesce della piazza di Ancona è tra i meglio custoditi d'Italia (non è un caso che Madonnina e Uliassi - per quanto ora si riforniscano anche altrove - si trovino da queste parti). Ma anche qui non mancano esempi deleteri.
Senza troppi preamboli andiamo subito al primo:
chitarrina allo scoglio (ed equivalente
gluten-free - le Veneziane, nella fattispecie - per mia moglie), finalmente con un condimento che - oltre alle classiche cozze e vongole (ottime e senza lo scenografico quanto inutile guscio) contempla anche un pezzettino di calamaro, qualche molecca (gli scampettini quelli morbidi morbidi) e un mazzancolle. Non è facile distinguersi in una classicissima come lo scoglio, pertanto onore al merito.
Per secondo, frittura. Di solito, qui casca l'asino, oltretutto poi sul gluten-free (è molto difficile fare un buon fritto senza glutine). Invece, come accaduto ai lidi ferraresi, ottimo fritto, croccante, leggero e non "puzzolente", con tutto il panorama ittico della zona: seppioline, scampetti, calamari, qualche gamberetto dei nostri, e verdure pastellate di accompagno.
Ci ho bevuto il
Verdicchio di Mancini, ottimo e portato a casa visto che da solo non vado oltre i due o tre bicchieri.
Nota sul vino: quando si viene qui a mangiare il pesce, specie in ristorantini di fascia media,
il Verdicchio è obbligatorio. Volendo azzardare, potete provare a prenderlo anche della casa, non dovrebbe essere troppo cattivo. Ma una buona bottiglia non è mai troppo costosa, e non andrà mai sprecata.
Il conto, completo di dolce, contorno, caffè e distillati, è sui 65 Euro.
Tengo a precisare, per gli
aficionados della quantità, che le porzioni sono tipiche dell'interno: qui la gente è abituata a lavorare parecchio, e a mangiare di conseguenza. Lungi perciò dalle portatine stitiche in stile bolognese, un primo
means un vassoio da tre piatti, idem il secondo. E vi assicuro, andavano giù come il nettare...
Ristorante Degli Ulivi2, V. Gioco Del Pallone60019 Senigallia (AN)071 7919670riferimento per il senza glutine: Giorgio