Questo post è stato scritto quattro anni fa. Oggi, con l'Alitalia in caduta libera, Trenitalia allo sbando e sempre più camion per strada e sempre meno per nave, è ancora più d'attualità.
I corsivi sono aggiunte di oggi.
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Che si parli di privatizzazione è inutile e fuorviante. La Conerobus Spa di Ancona, o l'ATC di Bologna, ad esempio, sono interamente di proprietà dei Comuni consorziati. Nulla di privato. E ci mancherebbe, visto che un'azienda di trasporti privata non potrebbe avere utilità sociale, se dovesse perseguire un profitto (a chi interesserebbe mantenere in vita una tratta con pochi passeggeri, se ne dovesse trarre un guadagno?). Il treno, idem: ogni anno la Regione versa a Trenitalia, Trasporto Regionale, un contributo (per le Marche, intorno ai 30 MILIONI di Euro) per coprire i costi di gestione del trasporto regionale (treni, manutenzione, biglietteria, abbonamenti eccetera), pari all'ottanta per cento delle spese effettive (cioè quelle dichiarate, e c'è da scommetterci che sono anche un po' gonfiate... sai...).
C'è un ulteriore punto: il trasporto, soprattutto su rotaia, costituisce un monopolio naturale, visto che sarebbe impossibile costruire un'altra ferrovia di fianco a quella pubblica.
In quanto monopolio, quindi, non ha senso privatizzarlo, dato che l'efficienza, laddove un servizio è privato, è data dalla concorrenza, ed ostacolata dalla ricerca del profitto (ciò che peraltro sta accadendo oggi con Trenitalia).
MA ALLORA, PERCHE' FAR PAGARE CHI SALE SUL BUS O SUL TRENO? Se uno di questi mezzi viaggia vuoto, sono soldi buttati. Se viaggia pieno, il traffico si riduce, l'inquinamento anche, la probabilità di incidenti, l'usura del manto stradale idem...
Allo stato attuale, quindi, CHI VIAGGIA COI MEZZI PUBBLICI, contribuendo a RIDURRE le spese, si trova a dover PAGARE per farlo!!!
Se i mezzi di trasporto fossero gratuiti, lo Stato (attraverso i vari Enti) dovrebbe metterci i soldi lo stesso (quello che sta facendo, visto che non sarà mica il 3% della popolazione a mantenere in vita le aziende di trasporto), MA ELIMINEREMMO tutte le spese di gestione di biglietti, abbonamenti, bigliettai, controllori, e tutta quella classe impiegatizia che E' LA VERA ZAVORRA DI QUALSIASI AZIENDA DI TRASPORTO PUBBLICO (e guarda caso, è sempre proporzionalmente più del doppio degli autisti, che dovrebbero essere la forza lavoro principale di un'azienda di trasporto).
Inoltre, una mamma troverebbe molto più conveniente andare coi bambini in autobus, anziché in macchina, un gruppo di amici andrebbe molto più volentieri in centro in bus anziché in auto. E QUEI SOLDI RISPARMIATI (soldi, ripeto, buttati via), potrebbero essere molto meglio spesi per divertimento, acquisti, vacanze, cultura. Che, al limite, renderebbe profittevole anche ai commercianti farsi carico di una parte delle spese di trasporto. E a tutti i rappresentanti, tassisti (il taxi rimarrebbe comunque in uso, visto che non è la convenienza economica a differenziarlo), che per lavoro girano in strada, non farebbe molto più comodo averle libere, le strade? E ad una famiglia, non farebbe molto più comodo avere una macchina in meno?
Senza contare i turisti: immaginate cosa sarebbe se i trasporti fossero tutti gratuiti? E quale movimento di persone, di idee, di lavoratori, di denaro...
Secondo voi, è un'idea visionaria questa? Perché se un giorno decidessi di candidarmi alle elezioni (comunali, provinciali, regionali... boh?!), beh, questo sarà il mio cavallo di battaglia.
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domenica 3 febbraio 2008
martedì 29 gennaio 2008
Della naturale superiorità di Trentino e Romagna nel turismo
Continua la serie di vecchi articoli che sto inserendo nel blog. Questo, di sapore più turistico, è stato scritto a fine agosto 2004, giusto per comprendere i riferimenti temporali. I corsivi, come sempre, sono aggiunte odierne.
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Torno proprio oggi da un giro in Trentino (che conosco ed ho già visto diverse volte) ed in Romagna, dalle parti di Rimini. Entrambe le regioni sono ai vertici del turismo italiano (che, giova ricordarlo, per ora è al quarto posto nel mondo, dopo Francia, Usa e Spagna, e presto verrà naturalmente scavalcato dalla Cina); incuriosisce vedere cosa ci sia di comune e cosa di diverso.
Il Trentino (- Alto Adige) ha una posizione geografica che lo rende (assieme al Lago di Garda) prima meta turistica italiana di tedeschi e austriaci (l'Autostrada passa di lì). Ma non basta. E' un posto bellissimo. E con ciò? Forse che l'Italia non ne è piena? No. Il fatto è che in Trentino Alto Adige, ogni albergo ha un comfort di fronte al quale le strutture medie italiane impallidiscono: sauna, piscina, idromassaggi, terme, che se ti piove per una settimana, quasi non te ne accorgi. E i sentieri, pulitissimi, attrezzatissimi, segnalatissimi? Miraggio per gli altri.
Così come la cortesia e l'accoglienza, che caratterizzano soprattutto la Romagna. Il Trentino Alto Adige, almeno, qualcosa di bello lo ha. Cosa ha di bello la Romagna? Il mare? Ma vogliamo scherzare? Marrone ovunque. La sabbia? Ma quando mai! La posizione geografica? E sì che per arrivare a Rimini ce n'è di strada, si fa molto prima ad andare in Liguria, in Veneto, addirittura in Toscana, che di là le spiagge sono più belle. Il cibo? Non meglio di tanti altri... I vini? Ce ne son di buoni, ma i romagnoli stanno ancora scontando la cattiva fama di contraffattori di vini. Il paesaggio? Piatto come una tavola.
No. Il fatto è che la Romagna ha i romagnoli. Ospitali, si sanno divertire, hanno un senso imprenditoriale come pochi, sono animatori nati. Che capiscono il valore delle cose a lungo termine. In Romagna, dal nulla è stata creata una florida economia. C'è gente abituata da sempre ad andare a dormire in garage d'estate, perché arrivano i bagnanti. Che ha capito che il bello di una vacanza, più che i posti, sono le persone e le amicizie che si fanno. Da lì nasce tutto: le case in affitto, poi gli alberghi, poi le balere, poi le discoteche, e poi i parchi di divertimento. E vale per tutti: giovani, vecchi, bambini.
Piccolo interrogativo: quando impareranno, gli albergatori delle Marche (parlo di questi perché li conosco), a fare come i romagnoli, ed imparare che il cliente cullato e soddisfatto, è anche il cliente che ritorna?
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Torno proprio oggi da un giro in Trentino (che conosco ed ho già visto diverse volte) ed in Romagna, dalle parti di Rimini. Entrambe le regioni sono ai vertici del turismo italiano (che, giova ricordarlo, per ora è al quarto posto nel mondo, dopo Francia, Usa e Spagna, e presto verrà naturalmente scavalcato dalla Cina); incuriosisce vedere cosa ci sia di comune e cosa di diverso.
Il Trentino (- Alto Adige) ha una posizione geografica che lo rende (assieme al Lago di Garda) prima meta turistica italiana di tedeschi e austriaci (l'Autostrada passa di lì). Ma non basta. E' un posto bellissimo. E con ciò? Forse che l'Italia non ne è piena? No. Il fatto è che in Trentino Alto Adige, ogni albergo ha un comfort di fronte al quale le strutture medie italiane impallidiscono: sauna, piscina, idromassaggi, terme, che se ti piove per una settimana, quasi non te ne accorgi. E i sentieri, pulitissimi, attrezzatissimi, segnalatissimi? Miraggio per gli altri.
Così come la cortesia e l'accoglienza, che caratterizzano soprattutto la Romagna. Il Trentino Alto Adige, almeno, qualcosa di bello lo ha. Cosa ha di bello la Romagna? Il mare? Ma vogliamo scherzare? Marrone ovunque. La sabbia? Ma quando mai! La posizione geografica? E sì che per arrivare a Rimini ce n'è di strada, si fa molto prima ad andare in Liguria, in Veneto, addirittura in Toscana, che di là le spiagge sono più belle. Il cibo? Non meglio di tanti altri... I vini? Ce ne son di buoni, ma i romagnoli stanno ancora scontando la cattiva fama di contraffattori di vini. Il paesaggio? Piatto come una tavola.
No. Il fatto è che la Romagna ha i romagnoli. Ospitali, si sanno divertire, hanno un senso imprenditoriale come pochi, sono animatori nati. Che capiscono il valore delle cose a lungo termine. In Romagna, dal nulla è stata creata una florida economia. C'è gente abituata da sempre ad andare a dormire in garage d'estate, perché arrivano i bagnanti. Che ha capito che il bello di una vacanza, più che i posti, sono le persone e le amicizie che si fanno. Da lì nasce tutto: le case in affitto, poi gli alberghi, poi le balere, poi le discoteche, e poi i parchi di divertimento. E vale per tutti: giovani, vecchi, bambini.
Piccolo interrogativo: quando impareranno, gli albergatori delle Marche (parlo di questi perché li conosco), a fare come i romagnoli, ed imparare che il cliente cullato e soddisfatto, è anche il cliente che ritorna?
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