Chi mi legge sa quanto mi piace il Veneto trasudante acqua da ogni dove e nelle forme più varie. In autunno questa regione è capace di regalare scorci romantici e misteriosi con quella nebbiolina che lo contraddistingue, nei paeselli attraversati da canali grazie a Dio ancora vivi e mai interrati. Lendinara, profondo Polesine, è uno di questi gioiellini: arrivati col buio, il campanile alto e illuminato, le piazze ed il canale che profumavano già di novembre. Affacciato sul canale, spiccava il finestrone con le luci e le scene di cucina delle Due Spade.
Lendinara, nella provincia di Rovigo, è il centro del senza glutine, contemplando ben due ristoranti su tre della provincia (ma diversi seguiranno a breve, il Polesine non dorme, si mette in moto solo un po' in ritardo). Ambiente arredato con gusto e con quel tocco che ne fa il posto ideale per una cena romantica, con le luci soffuse e le apparecchiate eleganti ma non pacchiane. Si presta anche a cene tra amici o piccole cerimonie, dati gli spazi comunque ampi. Parlando col proprietario, apprendo che il ristorante ha cambiato gestione diverse volte, ed è in loro possesso da un paio d'anni circa (è una nota per chi ci fosse andato prima, magari non trovandolo granché).
Per quanto riguarda la cena, estremamente gradevole e con porzioni che ti consentono di arrivare alla fine, sazio e contento: ottimo lo sformatino di zucca con gorgonzola per antipasto, buono il risotto al radicchio e noci (personalmente l'avrei mantecato di più con un pecorino o un parmigiano ben stagionato a dargli più mordente), fantastica la carne che si scioglieva in bocca, accompagnata da polenta e patate in ciotoline a parte. Per me, cresciuto a pane e basta, quella della polenta e delle patate in accompagnamento resta uno dei grossi pregi della cucina polesana, a prescindere dal glutine. Molto valido anche il pane senza glutine. La mousse al cioccolato per dolce è stata molto gradita, io non ne sono un patito quindi non la giudico. I vini in accompagnamento erano più che adeguati, così come il prezzo, 30 Euro a persona decisamente ben spesi.
Nota: eravamo con l'AIC, cena sociale (anche se saremmo stati una dozzina), pertanto non so dire se questo è un prezzo scontato od ordinario. Di sicuro l'ho trovato un prezzo equo.
Commento finale: ristorante più che valido, se si mantiene su questa linea di qualità e di prezzo diventa una meta obbligata per un celiaco e non solo.
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Ristorante Due Spade
Via G. B. Conti, 35 - Lendinara (RO)
persona di riferimento: Manuele Bencastro
tel.: 0425.641524
Chiusura o eventuali note: chiuso mercoledì
email: ristoranteduespade@yahoo.it
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mercoledì 5 novembre 2008
giovedì 21 giugno 2007
Il Mulino sul Po, a Occhiobello: un caso-pilota
L'altra sera sono stato a mangiare al Mulino sul Po, un ristorante dentro un barcone in riva al fiume, a Occhiobello, per una cena conviviale.
Mi piace, prima di andare in un locale nuovo, catturare dal web qualche impressione, pur rischiando condizionamenti. Tuttavia, dalle recensioni più disparate spesso si ricavano alcuni punti fermi, sui quali mi concentro per vedere se sono d'accordo o meno.
In questo caso, le opinioni sembrano essere d'accordo sul rapporto qualità/prezzo, (22 Euro menu fisso) meno sull'effettiva qualità del cibo.
In estrema sintesi: una grande varietà di antipasti, generalmente semplici, pesce di buona qualità e freschezza, vini non malvagi, atmosfera goliardica e prezzo abbordabilissimo.
Che altro? esperienze mistiche, a detta di qualcuno, non ne ho assolutamente provate. Discreti i diversi antipasti di pesce (che a casa mia, ad Ancona, mangio quando mia madre non vuole cucinare e fa due cose semplici semplici, perchè se è in vena la superano solo Uliassi e Madonnina), appena sufficienti i primi, discreti anche i secondi. Come vini, considerando che sono della casa non stanno male, anzi, col pesce rendono bene, specie i bianchi. Personalmente, infine, alcuni accostamenti non li sopporto, tipo roast-beef e patatine fritte (in una cena di pesce): ma comprendo che siano per accontentare il non amante del pesce, che nelle comitive festaiole c'è sempre.
Invece, il caso pilota è soprattutto un altro. Innanzitutto, stiamo parlando di un locale che, per comitive a cena fuori (tipo squadre di calcio, vecchi amici, ritrovi giocosi) è *perfetto*: atmosfera rilassata, abbondanza nelle porzioni (eccessiva a volte), "arredamento" consono, location affascinante (non ce n'è, il barcone in riva al fiume mi affascina a prescindere), prezzo fisso e abbordabile.
Questo però non dice nulla sulla esperienza del pasto, sulla qualità effettiva del cibo. Ho il fondato sospetto che l'abbondanza delle porzioni a prezzo basso sia ancora alla base di molti (troppi) giudizi positivi. Ovvio che il prezzo ha il suo significato - ci mancherebbe - però non può, non deve essere un parametro del gusto.
Uliassi o la Madonnina del Pescatore mi danno esperienze che altri non offrono: per quelle si paga. L'Opera Nova della Marca idem: ha di bello che si paga meno, ma io guardo l'esperienza, non il conto, per valutare un pasto. Il conto viene dopo, nel chiedersi se, *per ciò che ho mangiato*, il prezzo sia giusto. All'Opera Nova, al conto, uno strabuzza gli occhi, e molto spesso lascia qualcosa in più.
Al Mulino sul Po mi sono divertito, ho mangiato abbastanza bene, ma non è che abbia fatto i salti dalla sedia. Chiaro, meglio quello di altri, per una cena non importante.
Ma se dovessi andare a vedere il costo, avrebbe sempre e comunque più senso mangiare a casa.
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Ristorante il Mulino Sul Po
Via Giaretta
Occhiobello - RO
tel: 0425 750145 (consigliata la prenotazione)
Mi piace, prima di andare in un locale nuovo, catturare dal web qualche impressione, pur rischiando condizionamenti. Tuttavia, dalle recensioni più disparate spesso si ricavano alcuni punti fermi, sui quali mi concentro per vedere se sono d'accordo o meno.
In questo caso, le opinioni sembrano essere d'accordo sul rapporto qualità/prezzo, (22 Euro menu fisso) meno sull'effettiva qualità del cibo.
In estrema sintesi: una grande varietà di antipasti, generalmente semplici, pesce di buona qualità e freschezza, vini non malvagi, atmosfera goliardica e prezzo abbordabilissimo.
Che altro? esperienze mistiche, a detta di qualcuno, non ne ho assolutamente provate. Discreti i diversi antipasti di pesce (che a casa mia, ad Ancona, mangio quando mia madre non vuole cucinare e fa due cose semplici semplici, perchè se è in vena la superano solo Uliassi e Madonnina), appena sufficienti i primi, discreti anche i secondi. Come vini, considerando che sono della casa non stanno male, anzi, col pesce rendono bene, specie i bianchi. Personalmente, infine, alcuni accostamenti non li sopporto, tipo roast-beef e patatine fritte (in una cena di pesce): ma comprendo che siano per accontentare il non amante del pesce, che nelle comitive festaiole c'è sempre.
Invece, il caso pilota è soprattutto un altro. Innanzitutto, stiamo parlando di un locale che, per comitive a cena fuori (tipo squadre di calcio, vecchi amici, ritrovi giocosi) è *perfetto*: atmosfera rilassata, abbondanza nelle porzioni (eccessiva a volte), "arredamento" consono, location affascinante (non ce n'è, il barcone in riva al fiume mi affascina a prescindere), prezzo fisso e abbordabile.
Questo però non dice nulla sulla esperienza del pasto, sulla qualità effettiva del cibo. Ho il fondato sospetto che l'abbondanza delle porzioni a prezzo basso sia ancora alla base di molti (troppi) giudizi positivi. Ovvio che il prezzo ha il suo significato - ci mancherebbe - però non può, non deve essere un parametro del gusto.
Uliassi o la Madonnina del Pescatore mi danno esperienze che altri non offrono: per quelle si paga. L'Opera Nova della Marca idem: ha di bello che si paga meno, ma io guardo l'esperienza, non il conto, per valutare un pasto. Il conto viene dopo, nel chiedersi se, *per ciò che ho mangiato*, il prezzo sia giusto. All'Opera Nova, al conto, uno strabuzza gli occhi, e molto spesso lascia qualcosa in più.
Al Mulino sul Po mi sono divertito, ho mangiato abbastanza bene, ma non è che abbia fatto i salti dalla sedia. Chiaro, meglio quello di altri, per una cena non importante.
Ma se dovessi andare a vedere il costo, avrebbe sempre e comunque più senso mangiare a casa.
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Ristorante il Mulino Sul Po
Via Giaretta
Occhiobello - RO
tel: 0425 750145 (consigliata la prenotazione)
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venerdì 27 aprile 2007
25 Aprile sul Delta del Po, in motonave.
25 aprile, gita fuori porta. Sono oramai due anni che orbito intorno al Polesine, immeritatamente bistrattato: la natura così genuina e prepotente esiste solo nelle isolette mediterranee (e neanche tutte) e in qualche montagna poco sciistica. Non si spiegherebbe altrimenti l'affluire copioso di cacciatori, per i quali il Polesine è l'alternativa "proletaria" all'"imprenditoriale" Romania, dove se ci vai devi portarti a casa quantità industriale di selvaggina anche per andarci pari.
Il Delta del Po è l'espressione più alta della natura nel Polesine, e quindi in Italia. Credo che pochi posti al mondo siano al contempo così selvaggi e antropizzati. Tornati dal delta rimangono vive nella memoria i canali, le lagune, le sacche, tutte popolate da colonie di aironi, beccacce, folaghe ed uccelli di ogni tipo, così come pesci di acqua "mista", tipo carpe, cefali e anguille, orgoglio della cucina locale, assieme all'oro del delta (vongole e cozze), che però non riesco a preferire alle mie.
Eppure, gli stessi canali - lo dice la parola stessa - sono stati "indicati", tracciati dall'uomo, così come le chiuse, i rinforzi sulle rive, le briccole, gli edifici ora risucchiati dalla natura, come i templi cambogiani nella giungla.
[Briccola (fr.: pilier; ingl.: pylon, post): termine che deriva dal dialetto veneto che indica i pali piantati sul fondo della laguna e usati sia per gli ormeggi che per delimitare i canali navigabili].
Se vi venisse voglia di farvi una gitarella sul Delta, tenete a mente alcune cose:
1) date un'occhiata alla cartina, e concentratevi sulla toponomastica: dal Taglio di Po, ad Adria (-tico), al Po di Maistra, al Po di Gnocca (ché il paese di Gnocca sta sotto Donzella, ci sarà un motivo!), alle varie Cà (Venier, Vendramin, tutti nomi di nobili veneziani), cercatevi il nome, la cosa, la storia che vi piace di più. A noi incuriosiva il ponte di chiatte, a Goro, e siamo andati là.
2) In ogni porticciolo (Goro, Gorino, Porto Tolle e via discorrendo) ci sono motonavi che organizzano gite sul delta. Occhio alla zanzarosa estate, più è grande la motonave più il profilo della gita cambia, da avventuroso (infilandosi nei più remoti passaggi), ad elegante (addirittura serate danzanti). Con google ne trovate di tutti i tipi, basta digitare la località.
3) Occhio che a Goro, estremo lembo del delta, è pieno di interisti con bandieroni enormi. Ecco dove si erano rifugiati...
Il Delta del Po è l'espressione più alta della natura nel Polesine, e quindi in Italia. Credo che pochi posti al mondo siano al contempo così selvaggi e antropizzati. Tornati dal delta rimangono vive nella memoria i canali, le lagune, le sacche, tutte popolate da colonie di aironi, beccacce, folaghe ed uccelli di ogni tipo, così come pesci di acqua "mista", tipo carpe, cefali e anguille, orgoglio della cucina locale, assieme all'oro del delta (vongole e cozze), che però non riesco a preferire alle mie.
Eppure, gli stessi canali - lo dice la parola stessa - sono stati "indicati", tracciati dall'uomo, così come le chiuse, i rinforzi sulle rive, le briccole, gli edifici ora risucchiati dalla natura, come i templi cambogiani nella giungla.
[Briccola (fr.: pilier; ingl.: pylon, post): termine che deriva dal dialetto veneto che indica i pali piantati sul fondo della laguna e usati sia per gli ormeggi che per delimitare i canali navigabili].
Se vi venisse voglia di farvi una gitarella sul Delta, tenete a mente alcune cose:
1) date un'occhiata alla cartina, e concentratevi sulla toponomastica: dal Taglio di Po, ad Adria (-tico), al Po di Maistra, al Po di Gnocca (ché il paese di Gnocca sta sotto Donzella, ci sarà un motivo!), alle varie Cà (Venier, Vendramin, tutti nomi di nobili veneziani), cercatevi il nome, la cosa, la storia che vi piace di più. A noi incuriosiva il ponte di chiatte, a Goro, e siamo andati là.
2) In ogni porticciolo (Goro, Gorino, Porto Tolle e via discorrendo) ci sono motonavi che organizzano gite sul delta. Occhio alla zanzarosa estate, più è grande la motonave più il profilo della gita cambia, da avventuroso (infilandosi nei più remoti passaggi), ad elegante (addirittura serate danzanti). Con google ne trovate di tutti i tipi, basta digitare la località.
3) Occhio che a Goro, estremo lembo del delta, è pieno di interisti con bandieroni enormi. Ecco dove si erano rifugiati...
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