lunedì 3 marzo 2008

A Mantova, per Ludicamente, un Primo Maggio di qualche anno fa...

Sempre nel progetto "restauro sito web", un altro pezzo su una città troppo spesso relegata a meta di scolaresche più o meno (dis)interessate alle sue opere d'arte. Con Ludicamente, iniziativa legata al mondo dei giochi (di ruolo, da tavolo, tradizionali), Mantova viene esaltata negli spazi, gli ambienti e l'atmosfera da città romantica su sfondo rinascimentale.

A Ludicamente, il primo maggio del 2004, abbiamo partecipato anche noi. Ecco foto e commenti.

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Il sole che si specchia nelle vecchie pescherie lascia ben sperare per questa giornata mantovana. Eravamo incerti se partire o no da Reggio, poi all'ultimo ci siamo detti: "Ma sì! Andiamo!"
La foto delle vecchie pescherie

I piccoli giocatori, a quanto pare, si stanno divertendo alla grande, concentrati nei loro lanci di tappini.
Foto di alcuni bambini che giocano ai tappi

Ecco invece gli interni: non c'è il sole ma almeno, in caso di pioggia, si può star tranquilli!
Foto delle cantine popolate di giocatori

Sotto, la Frency coi due ragazzi vicentini che ci hanno insegnato il gioco del Signore degli Anelli (al quale ho avuto l'onore di battere Richard, ma ho preso anche una bella smazzolata da Frency).
La Frency che gioca coi vicentini

Qui, invece, il fantastico biliardo cinese (o qualcosa del genere), con l'appassionatissimo dimostratore toscano all'opera.
La foto del biliardo cinese

Non sarebbe una cantina, se non ci fosse il (sacrosanto) motto.
Foto del motto della cantina: Il vino è la tetta dei vecchi

Macarena, la nostra amica spagnola, prendendo alla lettera il motto alla sua destra, si lecca i baffi...
La foto della nostra amica Macarena

Non sarebbero cantine, se non ci fosse il motto, e non sarebbe Ludicamente, se non ci fosse il "Poraz"!!!
La foto con Angelo porazzi, in arte Poraz

I ragazzi del gioco di ruolo dal vivo (eccezionali)!
La foto dei ragazzi del gioco di ruolo dal vivo

Una bella elfa, presa dai suoi aulici pensieri...
L'elfa che pensa

Ad un certo punto sbuca questo volantino: chiunque segua il blog di Eriadan lo riconosce al volo... beh, c'era pure lui a Mantova! Imprevisto, quanto ovviamente eccezionale, il gioco di ruolo improvvisato...
La foto del volantino disegnato da Eriadan

Il tramonto nel cortile del Palazzo Ducale ci saluta, alla fine di questo fantastico e perfetto Primo Maggio...
Foto della luna sul Palazzo Ducale

lunedì 11 febbraio 2008

A pochi passi dalla stazione di Bologna, un fiume con un bellissimo parco.

11022007110.jpgQuesta foto (cliccaci per ingrandirla) è stata scattata ieri... Indovinate dove? Beh, se guardate le categorie del post, indovinate subito. Sembra incredibile, non è vero? Ed in effetti, lo è: del resto, Bologna non è ciò che sembra, ed i fiumi e la natura appaiono dove non te li aspetti. Per la cronaca, questo è il Navile, antica via d'acqua che dà il nome a diverse vie e quartieri (porto, navile appunto, via della beverara, via del navile, via dello scalo, con la compartecipazione del Reno), e che emerge in tutto il suo vigore in Via Carracci, proprio a due passi dalla stazione. A fianco, c'è il parco di Villa Angeletti, una boccata d'aria in mezzo a tanto smog.

domenica 3 febbraio 2008

I trasporti pubblici: è giusto pagare il biglietto se già con le tasse si mantiene l'azienda?

Questo post è stato scritto quattro anni fa. Oggi, con l'Alitalia in caduta libera, Trenitalia allo sbando e sempre più camion per strada e sempre meno per nave, è ancora più d'attualità.

I corsivi sono aggiunte di oggi.
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Che si parli di privatizzazione è inutile e fuorviante. La Conerobus Spa di Ancona, o l'ATC di Bologna, ad esempio, sono interamente di proprietà dei Comuni consorziati. Nulla di privato. E ci mancherebbe, visto che un'azienda di trasporti privata non potrebbe avere utilità sociale, se dovesse perseguire un profitto (a chi interesserebbe mantenere in vita una tratta con pochi passeggeri, se ne dovesse trarre un guadagno?). Il treno, idem: ogni anno la Regione versa a Trenitalia, Trasporto Regionale, un contributo (per le Marche, intorno ai 30 MILIONI di Euro) per coprire i costi di gestione del trasporto regionale (treni, manutenzione, biglietteria, abbonamenti eccetera), pari all'ottanta per cento delle spese effettive (cioè quelle dichiarate, e c'è da scommetterci che sono anche un po' gonfiate... sai...).

C'è un ulteriore punto: il trasporto, soprattutto su rotaia, costituisce un monopolio naturale, visto che sarebbe impossibile costruire un'altra ferrovia di fianco a quella pubblica.
In quanto monopolio, quindi, non ha senso privatizzarlo, dato che l'efficienza, laddove un servizio è privato, è data dalla concorrenza, ed ostacolata dalla ricerca del profitto (ciò che peraltro sta accadendo oggi con Trenitalia).


MA ALLORA, PERCHE' FAR PAGARE CHI SALE SUL BUS O SUL TRENO? Se uno di questi mezzi viaggia vuoto, sono soldi buttati. Se viaggia pieno, il traffico si riduce, l'inquinamento anche, la probabilità di incidenti, l'usura del manto stradale idem...

Allo stato attuale, quindi, CHI VIAGGIA COI MEZZI PUBBLICI, contribuendo a RIDURRE le spese, si trova a dover PAGARE per farlo!!!

Se i mezzi di trasporto fossero gratuiti, lo Stato (attraverso i vari Enti) dovrebbe metterci i soldi lo stesso (quello che sta facendo, visto che non sarà mica il 3% della popolazione a mantenere in vita le aziende di trasporto), MA ELIMINEREMMO tutte le spese di gestione di biglietti, abbonamenti, bigliettai, controllori, e tutta quella classe impiegatizia che E' LA VERA ZAVORRA DI QUALSIASI AZIENDA DI TRASPORTO PUBBLICO (e guarda caso, è sempre proporzionalmente più del doppio degli autisti, che dovrebbero essere la forza lavoro principale di un'azienda di trasporto).

Inoltre, una mamma troverebbe molto più conveniente andare coi bambini in autobus, anziché in macchina, un gruppo di amici andrebbe molto più volentieri in centro in bus anziché in auto. E QUEI SOLDI RISPARMIATI (soldi, ripeto, buttati via), potrebbero essere molto meglio spesi per divertimento, acquisti, vacanze, cultura. Che, al limite, renderebbe profittevole anche ai commercianti farsi carico di una parte delle spese di trasporto. E a tutti i rappresentanti, tassisti (il taxi rimarrebbe comunque in uso, visto che non è la convenienza economica a differenziarlo), che per lavoro girano in strada, non farebbe molto più comodo averle libere, le strade? E ad una famiglia, non farebbe molto più comodo avere una macchina in meno?

Senza contare i turisti: immaginate cosa sarebbe se i trasporti fossero tutti gratuiti? E quale movimento di persone, di idee, di lavoratori, di denaro...

Secondo voi, è un'idea visionaria questa? Perché se un giorno decidessi di candidarmi alle elezioni (comunali, provinciali, regionali... boh?!), beh, questo sarà il mio cavallo di battaglia.

giovedì 31 gennaio 2008

Visitate l'Italia prima che vada in rovina del tutto...

Giusto per iniziare bene la giornata. Ma il bello è che il suo elettorato si impettisce e dice piccato Visto? Mica era colpevole! Che poi la scelta era tra la prescrizione e l'assoluzione perché l'imputato, a processo in corso, ha stabilito che non è più reato (ps: negli USA ti fai 25 anni di galera).

E' questa ignoranza che mi fa incazzare, così come il Ministro della Giustizia che dice che non crede alla giustizia, ma fa notizia perché legge una poesia (che non era manco di Neruda oltretutto, ma tanto è uguale).

Fantastico il nostro paese (con la minuscola, ci mancherebbe!).

Stranieri, venite in Italia, prima che affoghiamo con la baracca e tutto. Forse, attendendo un po', qualcuno finalmente cementificherà anche il centro storico di Roma. Si può? Non si può? E chi se ne frega: mica si va più in carcere in Italia.

A meno che non ti fai una canna, o non coltivi marijuana come Aldo Bianzino. Per il qual caso può anche esserci la pena di morte, altro che moratorie.

martedì 29 gennaio 2008

Della naturale superiorità di Trentino e Romagna nel turismo

Continua la serie di vecchi articoli che sto inserendo nel blog. Questo, di sapore più turistico, è stato scritto a fine agosto 2004, giusto per comprendere i riferimenti temporali. I corsivi, come sempre, sono aggiunte odierne.

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Torno proprio oggi da un giro in Trentino (che conosco ed ho già visto diverse volte) ed in Romagna, dalle parti di Rimini. Entrambe le regioni sono ai vertici del turismo italiano (che, giova ricordarlo, per ora è al quarto posto nel mondo, dopo Francia, Usa e Spagna, e presto verrà naturalmente scavalcato dalla Cina); incuriosisce vedere cosa ci sia di comune e cosa di diverso.

Il Trentino (- Alto Adige) ha una posizione geografica che lo rende (assieme al Lago di Garda) prima meta turistica italiana di tedeschi e austriaci (l'Autostrada passa di lì). Ma non basta. E' un posto bellissimo. E con ciò? Forse che l'Italia non ne è piena? No. Il fatto è che in Trentino Alto Adige, ogni albergo ha un comfort di fronte al quale le strutture medie italiane impallidiscono: sauna, piscina, idromassaggi, terme, che se ti piove per una settimana, quasi non te ne accorgi. E i sentieri, pulitissimi, attrezzatissimi, segnalatissimi? Miraggio per gli altri.

Così come la cortesia e l'accoglienza, che caratterizzano soprattutto la Romagna. Il Trentino Alto Adige, almeno, qualcosa di bello lo ha. Cosa ha di bello la Romagna? Il mare? Ma vogliamo scherzare? Marrone ovunque. La sabbia? Ma quando mai! La posizione geografica? E sì che per arrivare a Rimini ce n'è di strada, si fa molto prima ad andare in Liguria, in Veneto, addirittura in Toscana, che di là le spiagge sono più belle. Il cibo? Non meglio di tanti altri... I vini? Ce ne son di buoni, ma i romagnoli stanno ancora scontando la cattiva fama di contraffattori di vini. Il paesaggio? Piatto come una tavola.

No. Il fatto è che la Romagna ha i romagnoli. Ospitali, si sanno divertire, hanno un senso imprenditoriale come pochi, sono animatori nati. Che capiscono il valore delle cose a lungo termine. In Romagna, dal nulla è stata creata una florida economia. C'è gente abituata da sempre ad andare a dormire in garage d'estate, perché arrivano i bagnanti. Che ha capito che il bello di una vacanza, più che i posti, sono le persone e le amicizie che si fanno. Da lì nasce tutto: le case in affitto, poi gli alberghi, poi le balere, poi le discoteche, e poi i parchi di divertimento. E vale per tutti: giovani, vecchi, bambini.

Piccolo interrogativo: quando impareranno, gli albergatori delle Marche (parlo di questi perché li conosco), a fare come i romagnoli, ed imparare che il cliente cullato e soddisfatto, è anche il cliente che ritorna?

L'Archiginnasio, orgoglio intimo di Bologna

In un recente post raccontavo di Piazza Maggiore anima bolognese, luogo preferito, la piazza da vedere, non perché più bella (ché Piazza Santo Stefano la supera), ma perché è La Piazza: quando accade qualcosa, in città, qualcosa di importante, accade lì. Santo Stefano è il set di Romano Prodi, Piazza Maggiore è il confronto tra la politica di Palazzo d'Accursio, il Duomo di San Petronio, il mercato di via Clavature appena defilato e la cultura dell'Archiginnasio poco oltre il portico del Pavaglione.

Se via Clavature col suo mercato è facile da trovare, e si impone ai sensi come una sciabolata di colori, voci, suoni e profumi, l'Archiginnasio è l'orgoglio della città, qualcosa di intimo, quasi da nascondere. Simbolo assoluto della cultura bolognese, e quindi della storia, e quindi dell'economia e della cucina, l'Archiginnasio è l'essenza di Bologna sublimata nell'eleganza più pura.

Per capire cos'è Bologna si deve prima arrivare in Piazza Maggiore, poi di corsa NON al mercato, ma all'Archiginnasio, in Piazza Galvani, il privé di Piazza Maggiore. Sembrerà strano, ma sono relativamente pochi i bolognesi che hanno visitato il luogo che segna l'importanza (e la ricchezza) della propria città. Ma forse questo accade ovunque, quanti romani hanno visto i Musei Vaticani, e quanti fiorentini gli Uffizi?

L'Archiginnasio, dal nome classicheggiante, è il primo "politecnico" sorto in Europa. Verso il Cinquecento, essendo le facoltà sparse per tutta la città, si decise di riunirle in un'unica sede. Fu così che Artisti ma soprattutto Legisti e Medici si ritrovarono a condividere lo stesso ambiente, dividendosi tra la Sala Lettura della Biblioteca (Aula Magna degli Artisti), la Sala dello Stabat Mater (per i Legisti), e soprattutto il Teatro Anatomico (per i Medici).

Seconda città papalina, intrisa di Chiese, Bologna fu la prima ad avere l'autorizzazione allo studio dei cadaveri, pur con ampie riserve clericali (simboleggiate dalla finestra dell'Inquisitore di fronte alla cattedra). Forse sarebbe stato meglio far come a Padova, in cui il tavolo veniva ribaltato ed il cadavere gettato nel fiume. Ma sotto questo edificio non ci sono fiumi, e poi troppa era la vicinanza ai centri di potere ecclesiastico. Resta il fatto che il Teatro, con i suoi intarsi, i cassettoni e le statue interamente in legno (praticamente tutte ricostruite dopo il bombardamento di sessantaquattro anni fa esatti) è uno dei templi della medicina italiana, di cui Bologna rappresenta senza dubbio centro di eccellenza.

Foto del teatro anatomico dell'Archiginnasio
Basterebbe già questo, eppure l'Archiginnasio è qualcosa di ulteriore. E' incredibile quanti stemmi punteggino i loggiati del cortile, fitti fitti, colorati, alcuni grandi, altri piccoli, di studenti provenienti da tutta Europa, uno addirittura dalle Americhe. Faentini, ravennati, lusitani e tedeschi, milanesi, torinesi e forlivesi, è un arcobaleno di città e colori che indica come nella ricchezza più che nella cultura (che in passato peraltro erano sinonimi, visto che studiare per i ricchi) non esistano confini politici.

Ecco: è in questo cortile la vera essenza di Bologna: il miscuglio, l'incrocio di città, paesi, tradizioni che ha fatto dell'antica Felsina il nodo nevralgico d'Italia. Solo grazie a questo Bologna diventa la capitale della gastronomia italiana. Titolo che - ahimé - ha perso da tempo nella ristorazione, ma che mantiene saldamente nello splendore di via Clavature: esistono splendidi mercati coperti (anche Bologna in Via Ugo Bassi ne ha uno di ottima fattura), ma poche città possono vantare un tripudio artistico di colori, profumi ed esposizioni, all'aperto e a due passi dalla piazza principale, come il quadrilatero tra via Clavature e via Pescherie Vecchie, vero cuore pulsante del sabato pomeriggio.

A Bologna lo shopping di classe è questo, altro che i vestiti in Galleria Cavour. La moda lasciamola alle grandi piazze, lasciamola a via Montenapoleone e a via Condotti: Bologna la Grassa, la vera Bologna, quella della mortadella, abita qui.

venerdì 25 gennaio 2008

Il Minimetro di Perugia: ma a voi piace?

Non so, non riesco a spiegarmi una cosa. Leggo del minimetro di Perugia, e vado a vedere alcune foto.

Mah, a me sembra brutto (e non solo a me, a quanto vedo). Mi pare la classica monorotaia, quindi brutta per definizione: basta pensare a Seattle o Sydney. E' come avere un garage in cucina. I vagoni passano ad altezza finestre, vista cesso, svelando più il brutto che il bello delle città. Dalle foto sembra l'orribile bretella di Roma, che Paolo Villaggio non a caso battezzò nella scena dell'autobus preso al volo da Fantozzi.

Oltre che brutte, poi, le monorotaie sono inutili. Passata l'euforia iniziale, resta un serpentone di cemento, fisso ed immobile, visibile e panoramicamente devastante. Il contrario di un moderno sistema di mezzi di trasporto, elastico, flessibile, deviabile. Il contrario delle scale mobili per le quali Perugia ha dato scuola in Italia: sotterranee, poco invadenti, pratiche e funzionali: il centro storico accessibile parcheggiando in pianura. Credo che il minimetro sia la perfetta infrastruttura positivistica da Esposizione Universale anni cinquanta.

Peccato che quell'epoca sia passata da un pezzo.