martedì 3 marzo 2009

Si riparte da qui!

Oggi sono andato per mettere un post su Tourblog, e con mia sorpresa non ho trovato più nulla. Sparito tutto, volatilizzato, puff!

All'improvviso? Beh, non proprio. Mi aspettavo qualcosa del genere. Ma almeno, che ne so, avvisare, almeno per recuperare tutto ciò che avevo scritto lì.

Epperò... epperò siccome non piscio dal culo, come si dice dalle mie parti, i post li avevo già salvati tutti. Mi ci vorrà un po' di tempo per rimetterli qui, ma sono tutti sani e salvi.
Vabbè, si son persi solo gli ultimi due-tre, ma chissenefrega.

Quel che mi scoccia di più è aver (momentaneamente) smarrito il contatto con qualche lettore che ogni tanto passava di lì.
Spero che cercando cercando, si rifacciano vivi qui.
Dove almeno c'è più serietà.

lunedì 1 dicembre 2008

Ma per quale motivo al mondo per vedere il prontuario online per celiaci bisogna registrarsi?

Questa non la capisco proprio. Lascio passare, mi registro, non ci vuole poi molto, e accedo.

Ma... sono di corsa, per fortuna ho sotto mano una postazione pubblica, non ricordo se un cioccolatino è permesso o meno, vado sul sito AIC > Prontuario online... maledizione, e chi se la ricorda la password?

Poi chiamo un amico, dal quale sarò a cena sabato sera, mi chiede un'informazione sulla mortadella, va sul prontuario, perde dieci minuti a registrarsi... e mi stava facendo un favore :-(

Mi chiedo: ci sono dati così segreti su quel Prontuario online, che in teoria non dovrebbe neanche esistere, dato che dovrebbe esserci già una legge a fare le sue funzioni? O invece dati che possono servire a chiunque?

Cos'è, serve la registrazione per vedere quanta gente consulta il prontuario? Non è sufficiente un contatore?

Per fortuna, però, che c'è il prontuario mobile: quello sì, per chi gira, una gran cosa. Migliorabile, un po' macchinosetto, ma il suo lo fa. Potete scaricarlo sul sito AIC, e col cellulare trovate tutto. Anche lì, tuttavia, serve la registrazione, solo che una volta identificati col cellulare, l'accesso è automatico.

venerdì 28 novembre 2008

Stiamo insegnando ai nostri figli cose che fra poco saranno obsolete

In questo video, tanto dello spirito che dovrebbe animare la discussione sulla scuola: "Tanti dei problemi che domani i nostri figli affronteranno, oggi non li riconosciamo neanche come tali"...

Via Pandemia.

martedì 25 novembre 2008

Eataly in apertura a Bologna: prima...

Il 5 dicembre apre Eataly, in collaborazione con la Coop (e già qui...), in centro a Bologna (per capirci, dove gli affitti costano un'iradiddio).

Cito testualmente (parentesi mie):

Nei 1200 mt. quadri aperti tutti i giorni fino a mezzanotte, troveranno posto: una libreria con 85mila volumi (dunque la metà di quanti ne ha la Sala Borsa, in consultazione e prestito gratuito, un centinaio di metri più in là), un caffè (di cui sentivamo ardentemente la mancanza), una gastronomia da asporto, un'enoteca-birreria e aree per eventi.

Ecco, le ultime tre mi incuriosiscono: la prima dovrà cercare di dare qualcosa di buono a prezzi non da boutique; la seconda idem, e dovrà cercare di far meglio dell'ottima Tana del Luppolo, in posizione mille volte più comoda e pratica per chi non abita in centro (cioè il 90% dei bolognesi); la terza staremo a vedere.

Naturalmente, immagino che il senza glutine sarà chiaramente indicato e disponibile. No, sono amaramente ironico: non ci spero neanche, perché lo stato del food in Italia è - come si discosta da un certo artigianale - a livelli penosi.

Questo, naturalmente, il prima, e dunque imbottito di pregiudizi e luoghi comuni ... a dicembre posterò il dopo...

Ps: speriamo che l'affitto che pagherà Eataly in centro a Bologna sia a prezzi di mercato. Sennò non vale...

domenica 23 novembre 2008

Dritte fondamentali per viaggiare gluten-free

Prendo spunto dalla mail che ho appena spedito con i suggerimenti per un viaggio a Londra da parte di una conoscente, per dare un po' di dritte a chi magari non è molto abituato a viaggiare, e ha paura di farlo a causa della celiachia.

Innanzitutto, una buona notizia: dei paesi occidentali, forse l'Italia è quello in cui si fa più fatica a mangiare senza glutine se non si conosce la lingua. Pertanto, riteniamoci fortunati che la lingua la parliamo e conosciamo tutto il meccanismo di prontuari e cose varie.

Dico "forse", perché non sono ancora stato in Francia e Spagna in modalità gluten-free.

Ad ogni modo, i suggerimenti di base sono:

1) farsi una ricerca su google con scritto "coeliac society" e il nome del paese (uk, australia, ...): purtroppo o per fortuna, i celiaci sono ovunque ed ovunque si debbono organizzare per vivere bene;

2) trovato il sito dell'associazione o qualche celiaco che vive nel paese di riferimento, mandare una mail e farsi dare i suggerimenti specifici (se non sapete la lingua, fatevi aiutare da un amico: sapere almeno un po' di inglese comunque aiuta);

3) stamparsi la scheda gluten-free nella lingua del luogo(da esibire al ristoratore);

4) per dormire, cercare soluzioni con angolo cottura (campeggio e fornelletto al seguito, camper, b&b con cucina spaziosa utilizzabile, residence, camera e cucina, hotel con angolo cottura), in cui ci si possa preparare panini e un pasto caldo. Al ristorante ci si può sempre andare quando si vuole, ma almeno è una scelta e non un obbligo. Oltretutto, si mangia più sano che nei fast food. Noi lo facevamo già prima della diagnosi, perché si risparmiano un sacco di soldi :-);

5) portarsi un tostapane, oppure delle bustine per tostare il pane, oppure acquistare un tostapane in loco (normalmente, non costa più di 10 euro): è strategico nella preparazione dei panini, perché spesso il pane gluten-free va tostato;

6) abbozzare un piccolo programma di viaggio, per capire dove si andrà e se ci sono posti idonei in zona. Senza nulla togliere al viaggio "alla ventura", giusto farsi un'idea di come potersi muovere. Spesso formulare un piccolo programma aiuta a non perdere tempo, e a godersi un'esperienza migliore;

7) non dimenticate che ci sono sempre la frutta, la verdura, la carne, il pesce, le uova, i formaggi, il riso... insomma, di fame non si muore, specie se si ha il vizio di mangiare sano!

Buon viaggio e godetevi la vacanza!

venerdì 14 novembre 2008

Radiazioni nucleari e celiachia: a che punto è la ricerca? Si indaga in quella direzione?

Leggo il lungo ed interessantissimo post di Dario Bressanini de "La Scienza in Cucina", e apprendo di cose che non immaginavo neanche, e cioè del grano duro modificato con radiazioni nucleari (Dario lo spiega meglio ed in maniera più appropriata nel suo blog).

Leggo tra l'altro che "sul web c’è qualcuno che accusa il grano creso e i suoi derivati di essere responsabile dell’aumento della celiachia (intolleranza al glutine) degli ultimi decenni, ma da quello che ne so sono accuse prive di fondamento e non supportate da ricerche scientifiche".

In effetti, girando un po' per la rete mi imbatto in quest'altro sito, che pure accenna al problema.

A questo punto, è lecito chiedersi (ed ovviamente, lo faccio): esistono studi in merito? O non c'è supporto perché non c'è studio in questa direzione?

UPDATE (18 novembre 2008): mi accorgo che Letizia Saturni ne ha parlato quasi due anni fa. Purtroppo, però, non sembrano ancora esserci ricerche in quella direzione, mentre (ironicamente, aggiungo) si cerca di produrre un grano de-tossificato...

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Altri riferimenti:

- I celiaci mangiano sano?

- L'articolo su Celiachia blog

martedì 11 novembre 2008

Sui bed and breakfast gluten-free: alcune considerazioni

Il titolo del post non porti a pensare che stia muovendo critiche a chi si offre di proporre servizi senza glutine. A loro va la mia (nostra) gratitudine e riconoscimento di assumersi responsabilità non da poco.

Prendo spunto dal commento di Louis (Le Ben) sul pane senza glutine per fare alcune considerazioni sui b&b gluten-free. Con mia moglie possiamo dire di aver viaggiato abbastanza in modalità no-gluten (come si intuisce dalle recensioni nella relativa categoria). Tutto sommato, ci siamo resi conto che nei b&b la cosa più importante è la disponibilità del gestore e come è strutturato l'esercizio.

Ovviamente il b&b idoneo è da preferirsi, ma anche uno "ordinario" va bene, purché il gestore sia disponibile ad alcune accortezze. Spesso, infatti, il b&b è in un appartamentino indipendente dalla casa del gestore, dotato di una piccola cucina, stoviglie, frigorifero e congelatore. Pertanto, anche non serva colazioni senza glutine, uno si porta dietro il cibo e se la prepara. In ogni caso, la nutella monoporzione (presente in tutti i b&b) è idonea, le marmellate monoporzione quasi sempre lo sono (ma io personalmente preferisco portarmi quella di mia suocera, anni luce migliore), il the in bustine è ok, vi portate un pacchetto di biscotti e/o di gallette e tutto sommato avete risolto.

Esistesse anche un pane in cassetta decente disponibile in Italia, potreste portarvi dietro un piccolo tostapane. Alternativamente, esistono in commercio delle bustine in cui infilare il proprio pane gluten-free per tostarlo ovunque senza contaminazioni, riducendo così l'ingombro. Al pane si rimedia anche chiedendo, se la sera siete a cena in qualche ristorante gf, di prepararvi qualche paninetto in più da farci colazione al mattino.

Insomma, come vedete, di soluzioni ve ne sono. Se non siete in b&b ma in hotel, potreste anche avere vita più facile tra yoghurt, frutta, affettati idonei e ultimamente una buona scelta di cibo gf, presente ormai in quasi tutti i quattro stelle.

Ricordate, comunque sia, di parlare sempre in anticipo col gestore: nessuno di loro sarà così scortese da scontentarvi (sarebbe anche un po' fesso, oggi che con la rete si beccherebbe uno sputtanamento sesquipedale).

Buon viaggio!