Per chi abita in Ancona, l'osteria teatro Strabacco è un locale unico nel suo genere. Tanti lo conoscono, spesso e purtroppo solo per sentito dire, meno lo frequentano assiduamente.
In effetti, Strabacco è un genere di locale nel quale ci si immagina di trovare intellettuali radical-chic anziché famiglie, attori e cabarettisti più che impiegati di banca.
Complice l'atmosfera parigina che si respira nel locale, ai margini del ghetto anconitano, in penombra e con un arredamento baroccheggiante, tanti sono ninnoli e cimeli adagiati sugli innumerevoli scaffali, il locale è il tipico dopo-teatro (quello delle Muse è a un tiro di schioppo), e le foto con figurine dagli anni Ottanta ad oggi ne sono inequivocabile testimonianza.
Tuttavia Strabacco, pur guardando le stelle, ha i piedi ben piantati per terra, e molta sostanza.
Tanto per cominciare, il locale, nonostante la plétora di oggetti in mostra, è pulitissimo, neanche un filo di polvere tra una foto e l'altra o tra un calice ed una statuetta.
Continuando, a pranzo è meta di impiegati e liberi professionisti, che a prezzo fisso si godono le "invenzioni" dello chef, sempre stimolato da Danilo Tornifoglia, il vulcanico e gentilissimo proprietario del locale. Locale che tra l'altro, oramai chiuso il Passetto, resta uno dei simboli - per longevità e qualità - del capoluogo marchigiano. La cucina di pesce è senz'altro una delle migliori in città, scevra da ridicolaggini da due soldi, specie nel fritto, il migliore che il sottoscritto - con ferrato retroterra ittico - abbia mai assaggiato, finalmente con trigliette, moli, soglioline, due (dicansi due) mazzancolle e zero (dicansi zero) ridicoli calamaretti congelati tagliati a rondelle. Il tutto ovviamente accompagnato da vini seri di una cantina seria.
A completare il quadro, Strabacco è stato uno dei primi locali a praticare cucina gluten-free. Pertanto, oltre a soddisfare Claudia Koll (la quale comunque andrebbe soddisfatta a prescindere), lascerà senza dubbio sorpresi e contenti tutti i celiaci che frequenteranno il locale. A pranzo, menu fisso (a richiesta). A cena, à la carte. Sempre avvisare un po' prima, è meglio.
Osteria Teatro Strabacco
di Danilo Tornifoglia
Via Oberdan, 2
60122 Ancona
tel. 071.56.748
chiuso il lunedì
lunedì 10 gennaio 2011
mercoledì 29 dicembre 2010
Cenone gluten-free? Da Strabacco, anche da asporto.
Indicazione last minute per qualche celiaco gironzolante ad Ancona e provincia indeciso sul da farsi a Capodanno: l'osteria teatro Strabacco presenta il menu di Capodanno, in versione anche da asporto (ovviamente rivisitato nelle parti glutinose, previa telefonata entro domani 30 dicembre 2010).
Piuttosto ragionevole il costo del cenone, considerato il livello medio alto del locale, e considerata naturalmente l'occasione: 60 Euro a testa.
Clicca qui per il menu.
(ps: il volantino che gira nel locale è del mio amico Gregory Rossi)
Piuttosto ragionevole il costo del cenone, considerato il livello medio alto del locale, e considerata naturalmente l'occasione: 60 Euro a testa.
Clicca qui per il menu.
(ps: il volantino che gira nel locale è del mio amico Gregory Rossi)
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mercoledì 25 agosto 2010
Il Ristorante Il Girasole, a Montemarciano (AN), Fresco Rifugio Estivo.
Ci sono ristoranti mèta di gourmet da tutta Italia, perché i piatti che cucinano sono opere d'arte.
Di questa categoria fanno parte - tra gli altri, ad esempio, nelle Marche - la Madonnina del Pescatore e Uliassi a Senigallia, Il Symposium 4 stagioni a Cartoceto, l'Osteria dell'Arancio a Grottammare.
Altri ristoranti invece, sono noti solo nella zona, ma non meno importanti, perché costituiscono l'ossatura del tessuto economico della ristorazione. Sono i ristoranti-rifugio, quelli in cui magari non vai nelle occasioni speciali, ma ci vai tutte le volte che hai voglia di stare in un ambiente sereno, bello, rilassato, e dove non solo mangi bene, ma trovi anche chicche non reperibili altrove.
Ecco, il nostro rifugio è il Girasole, a Marina di Montemarciano, tra Senigallia e Falconara Marittima, dove andiamo a mangiare tra amici, per conto nostro, quando il caldo ci soffoca ed abbiamo voglia di stare al fresco, quando abbiamo voglia di spezzare la monotonia, quando arriva qualche ospite.
Nonostante sia vicino all'autostrada, non è rumoroso, e soprattutto d'estate è fresco perché adagiato proprio sul crinale della collina che sale da Marina verso il Monte, baciato dalla brezza marina che rinfresca tutte le località di mare (Ancona esclusa, ahimé, per la particolare conformazione della baia).
Al Girasole, non mangerai mai male, qualsiasi cosa ordini è cucinata bene. Per il senza glutine, poi, è perfetto. E' sufficiente preannunciarsi per telefono - cosa che prediligiamo, perché serve da warning per il ristoratore, o anche dirlo al momento: c'è sempre tutto il menu disponibile, con pochissime eccezioni.
Poi ci sono le chicche: la carne scozzese, lo stocco, la pizza, ben fatta. Quella gluten-free, sempre disponibile, un po' più piccola, non male. I fritti notevoli, molto buoni i dolci.
Il prezzo, sempre, onesto.
Il Girasole: il nostro punto fermo.
60018 Montemarciano AN
071 9198408
Di questa categoria fanno parte - tra gli altri, ad esempio, nelle Marche - la Madonnina del Pescatore e Uliassi a Senigallia, Il Symposium 4 stagioni a Cartoceto, l'Osteria dell'Arancio a Grottammare.
Altri ristoranti invece, sono noti solo nella zona, ma non meno importanti, perché costituiscono l'ossatura del tessuto economico della ristorazione. Sono i ristoranti-rifugio, quelli in cui magari non vai nelle occasioni speciali, ma ci vai tutte le volte che hai voglia di stare in un ambiente sereno, bello, rilassato, e dove non solo mangi bene, ma trovi anche chicche non reperibili altrove.
Ecco, il nostro rifugio è il Girasole, a Marina di Montemarciano, tra Senigallia e Falconara Marittima, dove andiamo a mangiare tra amici, per conto nostro, quando il caldo ci soffoca ed abbiamo voglia di stare al fresco, quando abbiamo voglia di spezzare la monotonia, quando arriva qualche ospite.
Nonostante sia vicino all'autostrada, non è rumoroso, e soprattutto d'estate è fresco perché adagiato proprio sul crinale della collina che sale da Marina verso il Monte, baciato dalla brezza marina che rinfresca tutte le località di mare (Ancona esclusa, ahimé, per la particolare conformazione della baia).
Al Girasole, non mangerai mai male, qualsiasi cosa ordini è cucinata bene. Per il senza glutine, poi, è perfetto. E' sufficiente preannunciarsi per telefono - cosa che prediligiamo, perché serve da warning per il ristoratore, o anche dirlo al momento: c'è sempre tutto il menu disponibile, con pochissime eccezioni.
Poi ci sono le chicche: la carne scozzese, lo stocco, la pizza, ben fatta. Quella gluten-free, sempre disponibile, un po' più piccola, non male. I fritti notevoli, molto buoni i dolci.
Il prezzo, sempre, onesto.
Il Girasole: il nostro punto fermo.
Ristorante Il Girasole
Via Media, 1160018 Montemarciano AN
071 9198408
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lunedì 23 agosto 2010
Da Bano, a Senigallia, piacevolissima new-entry
Sono stato recentemente al ristorante pizzeria Da Bano, a Senigallia. Debbo dire che Bano è stato un punto fermo della mia tarda adolescenza: pizzette, cene e ritrovi di ogni tipo erano tutti lì, come spesso accade in provincia.
Mi fa quindi piacere ritrovarmelo in età adulta, come refugium per un'ottima pizza gluten-free: assieme a Michele da Ale, ma con molta meno ressa e con più organizzazione, la miglior pizza gluten-free del circondario.
Ed anche un ottimo fritto di pesce.
Decisamente consigliabile.
Bano Ristorante
Lungo Mare Leonardo Da Vinci, 19
60019 Senigallia
071 7915847
Mi fa quindi piacere ritrovarmelo in età adulta, come refugium per un'ottima pizza gluten-free: assieme a Michele da Ale, ma con molta meno ressa e con più organizzazione, la miglior pizza gluten-free del circondario.
Ed anche un ottimo fritto di pesce.
Decisamente consigliabile.
Bano Ristorante
Lungo Mare Leonardo Da Vinci, 19
60019 Senigallia
071 7915847
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Riprendono le trasmissioni
Scusate, ma quest'anno è stato impegnativo.
E venerdì, 27 agosto, è esattamente un anno che Diego Recchi è esploso nella mia vita (e in quella di mia moglie Francesca). Sparandoci in un meraviglioso mondo parallelo, nel quale blog e siti sono talmente piccoli e ridotti, che quasi non li vedi più... :-)
E venerdì, 27 agosto, è esattamente un anno che Diego Recchi è esploso nella mia vita (e in quella di mia moglie Francesca). Sparandoci in un meraviglioso mondo parallelo, nel quale blog e siti sono talmente piccoli e ridotti, che quasi non li vedi più... :-)
venerdì 24 aprile 2009
Gluten-free a Philadelphia
Ricevo questo articolo dal mio amico Frank Pucci, di Philadelphia, e lo linko.
Mi piace - e molto - la volontà dei ristoratori di avvicinarsi alla celiachia, perché i celiaci sono clienti paganti, e come tali hanno gli stessi diritti degli altri.
Soprattutto, mi piace che un ristoratore veda il business nel servire pasti gluten-free. Solo così può aumentare in maniera esponenziale l'offerta anche da noi (dove peraltro è già discreta).
Mi piace - e molto - la volontà dei ristoratori di avvicinarsi alla celiachia, perché i celiaci sono clienti paganti, e come tali hanno gli stessi diritti degli altri.
Soprattutto, mi piace che un ristoratore veda il business nel servire pasti gluten-free. Solo così può aumentare in maniera esponenziale l'offerta anche da noi (dove peraltro è già discreta).
martedì 21 aprile 2009
Il ristorante Gli Ulivi, a Roncitelli, sopra Senigallia (AN): finalmente trovato il refugium peccatorum per il pesce!
Un paio di domeniche fa, la domenica delle Palme, il 5 aprile, ci è venuta voglia di andare a mangiare fuori. Sempre più stabili in Ancona, diamo un'occhiata ai ristoranti in zona, che stiamo provando a poco a poco. Mèmore di un pranzo non male più di dieci anni fa, ho proposto il Ristorante Degli Ulivi, a Roncitelli.
Roncitelli - nota storica - era residenza estiva della famiglia Mastai Ferretti, il cui esponente più famoso fu papa Pio IX. Classico borgo marchigiano, tutto attorno alla fortezza, si trova a un quarto d'ora da Senigallia, nell'interno.
Una volta agli Ulivi si mangiava carne. Oggi la gestione - almeno in cucina - è cambiata, e si va di pesce. Poco male - mi dico - se lo fanno bene, varrà ancor più la pena.
Che facciano pesce, a dirla tutta, me ne accorgo solo quando mi siedo al tavolo, e presto attenzione a cosa viene servito. Un buon inizio: spesso i ristoranti di pesce si fanno annunciare da un odore forte, talvolta fortissimo, che testimonia la bassa qualità (per lo meno di conservazione) del prodotto.
Qui invece anche il congelato è valido: c'è poco da stupirsi, chi conosce queste zone sa che il pesce della piazza di Ancona è tra i meglio custoditi d'Italia (non è un caso che Madonnina e Uliassi - per quanto ora si riforniscano anche altrove - si trovino da queste parti). Ma anche qui non mancano esempi deleteri.
Senza troppi preamboli andiamo subito al primo: chitarrina allo scoglio (ed equivalente gluten-free - le Veneziane, nella fattispecie - per mia moglie), finalmente con un condimento che - oltre alle classiche cozze e vongole (ottime e senza lo scenografico quanto inutile guscio) contempla anche un pezzettino di calamaro, qualche molecca (gli scampettini quelli morbidi morbidi) e un mazzancolle. Non è facile distinguersi in una classicissima come lo scoglio, pertanto onore al merito.
Per secondo, frittura. Di solito, qui casca l'asino, oltretutto poi sul gluten-free (è molto difficile fare un buon fritto senza glutine). Invece, come accaduto ai lidi ferraresi, ottimo fritto, croccante, leggero e non "puzzolente", con tutto il panorama ittico della zona: seppioline, scampetti, calamari, qualche gamberetto dei nostri, e verdure pastellate di accompagno.
Ci ho bevuto il Verdicchio di Mancini, ottimo e portato a casa visto che da solo non vado oltre i due o tre bicchieri. Nota sul vino: quando si viene qui a mangiare il pesce, specie in ristorantini di fascia media, il Verdicchio è obbligatorio. Volendo azzardare, potete provare a prenderlo anche della casa, non dovrebbe essere troppo cattivo. Ma una buona bottiglia non è mai troppo costosa, e non andrà mai sprecata.
Il conto, completo di dolce, contorno, caffè e distillati, è sui 65 Euro.
Tengo a precisare, per gli aficionados della quantità, che le porzioni sono tipiche dell'interno: qui la gente è abituata a lavorare parecchio, e a mangiare di conseguenza. Lungi perciò dalle portatine stitiche in stile bolognese, un primo means un vassoio da tre piatti, idem il secondo. E vi assicuro, andavano giù come il nettare...
Ristorante Degli Ulivi
2, V. Gioco Del Pallone
60019 Senigallia (AN)
071 7919670
riferimento per il senza glutine: Giorgio
Roncitelli - nota storica - era residenza estiva della famiglia Mastai Ferretti, il cui esponente più famoso fu papa Pio IX. Classico borgo marchigiano, tutto attorno alla fortezza, si trova a un quarto d'ora da Senigallia, nell'interno.
Una volta agli Ulivi si mangiava carne. Oggi la gestione - almeno in cucina - è cambiata, e si va di pesce. Poco male - mi dico - se lo fanno bene, varrà ancor più la pena.
Che facciano pesce, a dirla tutta, me ne accorgo solo quando mi siedo al tavolo, e presto attenzione a cosa viene servito. Un buon inizio: spesso i ristoranti di pesce si fanno annunciare da un odore forte, talvolta fortissimo, che testimonia la bassa qualità (per lo meno di conservazione) del prodotto.
Qui invece anche il congelato è valido: c'è poco da stupirsi, chi conosce queste zone sa che il pesce della piazza di Ancona è tra i meglio custoditi d'Italia (non è un caso che Madonnina e Uliassi - per quanto ora si riforniscano anche altrove - si trovino da queste parti). Ma anche qui non mancano esempi deleteri.
Senza troppi preamboli andiamo subito al primo: chitarrina allo scoglio (ed equivalente gluten-free - le Veneziane, nella fattispecie - per mia moglie), finalmente con un condimento che - oltre alle classiche cozze e vongole (ottime e senza lo scenografico quanto inutile guscio) contempla anche un pezzettino di calamaro, qualche molecca (gli scampettini quelli morbidi morbidi) e un mazzancolle. Non è facile distinguersi in una classicissima come lo scoglio, pertanto onore al merito.
Per secondo, frittura. Di solito, qui casca l'asino, oltretutto poi sul gluten-free (è molto difficile fare un buon fritto senza glutine). Invece, come accaduto ai lidi ferraresi, ottimo fritto, croccante, leggero e non "puzzolente", con tutto il panorama ittico della zona: seppioline, scampetti, calamari, qualche gamberetto dei nostri, e verdure pastellate di accompagno.
Ci ho bevuto il Verdicchio di Mancini, ottimo e portato a casa visto che da solo non vado oltre i due o tre bicchieri. Nota sul vino: quando si viene qui a mangiare il pesce, specie in ristorantini di fascia media, il Verdicchio è obbligatorio. Volendo azzardare, potete provare a prenderlo anche della casa, non dovrebbe essere troppo cattivo. Ma una buona bottiglia non è mai troppo costosa, e non andrà mai sprecata.
Il conto, completo di dolce, contorno, caffè e distillati, è sui 65 Euro.
Tengo a precisare, per gli aficionados della quantità, che le porzioni sono tipiche dell'interno: qui la gente è abituata a lavorare parecchio, e a mangiare di conseguenza. Lungi perciò dalle portatine stitiche in stile bolognese, un primo means un vassoio da tre piatti, idem il secondo. E vi assicuro, andavano giù come il nettare...
Ristorante Degli Ulivi
2, V. Gioco Del Pallone
60019 Senigallia (AN)
071 7919670
riferimento per il senza glutine: Giorgio
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giovedì 12 marzo 2009
Perché non mettiamo in comune esperienze di viaggio gluten-free
L'idea è semplice, e le risorse ci sono; non resta che trovare qualcuno che riesca ad implementare il tutto, e non credo sia difficile. Per il momento ci limitiamo all'uso di google maps, e alla possibilità di postare in questo blog.
Vorrei costruire una mappa, per geo-referenziare le esperienze gluten-free di ognuno di noi sul proprio territorio, o su un luogo in cui si è andati in vacanza. Un po' quello che faccio io quando vado in giro, moltiplicato per tutti coloro che avessero voglia di contribuire.
Un esempio lo trovate cliccando su questo link (ne avevo parlato in questo post).
Geo-referenziare non significa altro che segnalare, in una mappa, un luogo in cui si è stati e darne una descrizione. Sulla mappa, in corrispondenza del luogo indicato, c'è un link che rimanda ad una recensione.
Per segnalare risorse è sufficiente mandarmi una mail e, se non lo si è ancora, registrarsi su google (cosa utile già di per sé) per poter segnalare direttamente su google maps.
Dopodiché, link e pagine utili verranno pubblicate a lato del blog, disponibili per chiunque.
Allora, chi si cimenta? Io intanto faccio la mia parte.
Vorrei costruire una mappa, per geo-referenziare le esperienze gluten-free di ognuno di noi sul proprio territorio, o su un luogo in cui si è andati in vacanza. Un po' quello che faccio io quando vado in giro, moltiplicato per tutti coloro che avessero voglia di contribuire.
Un esempio lo trovate cliccando su questo link (ne avevo parlato in questo post).
Geo-referenziare non significa altro che segnalare, in una mappa, un luogo in cui si è stati e darne una descrizione. Sulla mappa, in corrispondenza del luogo indicato, c'è un link che rimanda ad una recensione.
Per segnalare risorse è sufficiente mandarmi una mail e, se non lo si è ancora, registrarsi su google (cosa utile già di per sé) per poter segnalare direttamente su google maps.
Dopodiché, link e pagine utili verranno pubblicate a lato del blog, disponibili per chiunque.
Allora, chi si cimenta? Io intanto faccio la mia parte.
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sabato 7 marzo 2009
Le Due Spade, a Lendinara - Reloaded
Giusto per dirvi che alla fine, alle Due Spade, ci sono andato ancora. Questa volta eravamo 30 persone. Sempre ad un ottimo prezzo abbiamo mangiato due antipasti, due primi, un secondo e dolce, vini compresi, caffè e distillati, in porzioni molto generose e bis ove richiesto.
Tra i primi spiccava un ottimo risotto al tastasale con gocce di vino Friularo ridotto, mentre tra gli antipasti c'era il tortino di zucca che come sempre si distingueva.
Menzione speciale per la crostata di frutta, portata direttamente da Manuele, chef e padrò del locale, che l'ha tagliata tra il visibilio del pubblico.
Con o senza glutine, continuo a raccomandarvi questo posto.
ps: non prendo commissioni, giuro!
Tra i primi spiccava un ottimo risotto al tastasale con gocce di vino Friularo ridotto, mentre tra gli antipasti c'era il tortino di zucca che come sempre si distingueva.
Menzione speciale per la crostata di frutta, portata direttamente da Manuele, chef e padrò del locale, che l'ha tagliata tra il visibilio del pubblico.
Con o senza glutine, continuo a raccomandarvi questo posto.
ps: non prendo commissioni, giuro!
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venerdì 6 marzo 2009
Alla ricerca del buon pane di grani validi, senza radiazioni di mezzo
Ne avevo già parlato alcuni mesi fa sul disperso Tourblog, saggiamente memorizzato qui su Gluten Tour: vorremmo cercare di capire se esiste una correlazione tra grani selezionati radioattivamente ed aumento della celiachia.
Avevo preso spunto dal blog di Dario Bressanini leggendo anche come si pone la ricerca in merito grazie a Letizia Saturni. Conviene prima leggere i loro articoli per capire di cosa sto parlando.
In breve: non ci sono studi che dimostrino se esiste una modificazione della gliadina, principale imputato nell'intolleranza al glutine, responsabile della celiachia. Pertanto è scorretto darlo per certo (evitiamo le dietrologie), ma anche non darvi importanza (rischiando di rendere intolleranti generazioni di persone). Ricordiamo che questi grani sono in commercio dagli anni Settanta, e che oggi la celiachia viene diagnosticata anche a ultraottantenni (che verosimilmente l'hanno contratta in età anziana).
Ora, oltre che rivolgere un monito ai ricercatori affinché si muovano anche in questa direzione, e non solo nel cercare di produrre artificialmente un grano de-tossificato, mi muovo alla ricerca di chi utilizza grani non modificati radioattivamente.
Ho trovato Bioland, in Basilicata, e sull'Appennino Bolognese, a Monghidoro (il paese di Gianni Morandi), questo forno fatto da gente seria, che conosce bene i grani che lavora. Ho mandato loro un'email, e Matteo Calzolari, con tanto di numero cellulare che non riporto per questioni di privacy, mi ha risposto subito (grassetto mio):
In tempi di battaglie pro e contro OGM, stiamo mangiando quotidianamente roba radioattivamente modificata e lo sanno in pochissimi.
Non so se rendo l'idea...
Il forno Calzolari, oltre che a Monghidoro, è anche a Bologna. Di par mio, se fossi a rischio celiachia (o se lo fossero i miei figli), uno sguardo in più a cosa mangio quotidianamente, almeno dentro casa, ce lo darei.
---------------------------
Il Forno di Calzolari
A Bologna
via delle Fragole1
40100 - Bologna
Tel. 051.44.34.01
A Monghidoro
via del mercato 2
40063 - Monghidoro (BO)
Tel. 051.65.55.292
Avevo preso spunto dal blog di Dario Bressanini leggendo anche come si pone la ricerca in merito grazie a Letizia Saturni. Conviene prima leggere i loro articoli per capire di cosa sto parlando.
In breve: non ci sono studi che dimostrino se esiste una modificazione della gliadina, principale imputato nell'intolleranza al glutine, responsabile della celiachia. Pertanto è scorretto darlo per certo (evitiamo le dietrologie), ma anche non darvi importanza (rischiando di rendere intolleranti generazioni di persone). Ricordiamo che questi grani sono in commercio dagli anni Settanta, e che oggi la celiachia viene diagnosticata anche a ultraottantenni (che verosimilmente l'hanno contratta in età anziana).
Ora, oltre che rivolgere un monito ai ricercatori affinché si muovano anche in questa direzione, e non solo nel cercare di produrre artificialmente un grano de-tossificato, mi muovo alla ricerca di chi utilizza grani non modificati radioattivamente.
Ho trovato Bioland, in Basilicata, e sull'Appennino Bolognese, a Monghidoro (il paese di Gianni Morandi), questo forno fatto da gente seria, che conosce bene i grani che lavora. Ho mandato loro un'email, e Matteo Calzolari, con tanto di numero cellulare che non riporto per questioni di privacy, mi ha risposto subito (grassetto mio):
Tutte le farine che noi utilizziamo sono ottenute da grani coltivati in appennino e precisamente a Monghidoro, Loiano e Monzuno. La farina che utilizziamo nel Montanaro e assieme al farro(dicoccum) è di "nuove" varietà, Bilancia, bolero e sagittario. Il pane di grani Antichi invece è ottenuto da un mix di sementi di varietà degli anni '30, le ultime sementi selezionate mediante impollinatura e non con metodi radioattivi. Le varietà dominanti sono Gentilrosso, mentano, varietà che ancora si impollinano e che ad ogni raccolto selezioniamo per la semina successiva (per le nuove varietà non è così, ogni anno bisogna comprare le sementi). [...].Quindi, come vedete, solo il pane di grani Antichi è fatto con grano non sottoposto a radiazioni. Peraltro, il 99% del grano in commercio è fatto invece da nuove varietà di grano.
In tempi di battaglie pro e contro OGM, stiamo mangiando quotidianamente roba radioattivamente modificata e lo sanno in pochissimi.
Non so se rendo l'idea...
Il forno Calzolari, oltre che a Monghidoro, è anche a Bologna. Di par mio, se fossi a rischio celiachia (o se lo fossero i miei figli), uno sguardo in più a cosa mangio quotidianamente, almeno dentro casa, ce lo darei.
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Il Forno di Calzolari
A Bologna
via delle Fragole1
40100 - Bologna
Tel. 051.44.34.01
A Monghidoro
via del mercato 2
40063 - Monghidoro (BO)
Tel. 051.65.55.292
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giovedì 5 marzo 2009
Il fegato alla veneziana, anima del Veneto
Ennesimo post sul Veneto, questa volta per raccontare il fegato alla veneziana, piatto indicatissimo soprattutto a chi avesse problemi di anemia (specie emoglobinica), molto frequente tra i celiaci.
Mi piace il vasto uso della cipolla nella cucina lagunare, specie nelle sarde in saor e nel fegato alla veneziana, appunto. Per di più, sono un cultore delle frattaglie, quindi il fegato per me assume contorni mistici e sacrali.
Proprio quest'ultimo piatto ha deliziato il mio venerdì sera scorso. Avevo con me una bella cipolla dell'orto di mio suocero, un bel limone campano non trattato ed un bel fegato di vitello preso dal mio macellaio di fiducia, uno che non tradisce.
Ho seguito tendenzialmente questa ricetta, ma siccome sono un cultore del metissage, ci ho messo una puntina-ina-ina di peperoncino, utilizzando poco burro nell'olio: ritengo che l'eccesso di burro, come per i risotti, vada a detrimento del sapore degli altri ingredienti, coprendoli ed uniformandoli.
Appassita mezza cipolla in olio con un pochino di burro, messo nel frattempo dell'ottimo aceto di vino rosso home-made, una foglia di alloro e due spicchietti di limone ad appassire anch'essi.
Dopodiché, prima che la cipolla iniziasse a bruciare, ho tolto limone ed alloro e messo il fegato, tagliato a striscioline, alzando la fiamma: tre minuti così ed era pronto, morbido, tenero e succoso, col suo caratteristico sapore dolciastro.
Sul piatto ho poi messo come decorazione i due spicchietti di limone e la foglia di alloro. Ci ho bevuto sopra un Rosso Conero Malacari Base 2006, aperto un'oretta e mezza prima per farlo debitamente ossigenare.
Oh, è venuto buono da morire, lasciando un sughetto che ho diligentemente spazzolato. Normalmente andrebbe accompagnato dalla polenta, ma anche del pane (per celiaci ovviamente senza glutine fatto in casa o dello gnocco - cioè focaccia bianca emiliana - che assorba bene il sugo) può andar bene. Altrimenti c'è sempre il caro vecchio cucchiaio.
Questo è uno dei tanti piatti anti-discriminazione glutinosa. Sano, nutrientissimo, buono, ovviamente per coloro che amano le frattaglie.
Mi piace il vasto uso della cipolla nella cucina lagunare, specie nelle sarde in saor e nel fegato alla veneziana, appunto. Per di più, sono un cultore delle frattaglie, quindi il fegato per me assume contorni mistici e sacrali.
Proprio quest'ultimo piatto ha deliziato il mio venerdì sera scorso. Avevo con me una bella cipolla dell'orto di mio suocero, un bel limone campano non trattato ed un bel fegato di vitello preso dal mio macellaio di fiducia, uno che non tradisce.
Ho seguito tendenzialmente questa ricetta, ma siccome sono un cultore del metissage, ci ho messo una puntina-ina-ina di peperoncino, utilizzando poco burro nell'olio: ritengo che l'eccesso di burro, come per i risotti, vada a detrimento del sapore degli altri ingredienti, coprendoli ed uniformandoli.
Appassita mezza cipolla in olio con un pochino di burro, messo nel frattempo dell'ottimo aceto di vino rosso home-made, una foglia di alloro e due spicchietti di limone ad appassire anch'essi.
Dopodiché, prima che la cipolla iniziasse a bruciare, ho tolto limone ed alloro e messo il fegato, tagliato a striscioline, alzando la fiamma: tre minuti così ed era pronto, morbido, tenero e succoso, col suo caratteristico sapore dolciastro.
Sul piatto ho poi messo come decorazione i due spicchietti di limone e la foglia di alloro. Ci ho bevuto sopra un Rosso Conero Malacari Base 2006, aperto un'oretta e mezza prima per farlo debitamente ossigenare.
Oh, è venuto buono da morire, lasciando un sughetto che ho diligentemente spazzolato. Normalmente andrebbe accompagnato dalla polenta, ma anche del pane (per celiaci ovviamente senza glutine fatto in casa o dello gnocco - cioè focaccia bianca emiliana - che assorba bene il sugo) può andar bene. Altrimenti c'è sempre il caro vecchio cucchiaio.
Questo è uno dei tanti piatti anti-discriminazione glutinosa. Sano, nutrientissimo, buono, ovviamente per coloro che amano le frattaglie.
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mercoledì 4 marzo 2009
Volare senza glutine
Qua e là, girando per il blog, abbiamo parlato di vacanze che includevano il viaggio aereo. Come fare per il senza glutine?
Innanzitutto, una precisazione: nei voli di durata sotto alle tre o quattro ore, normalmente il pasto gluten-free non è previsto. E' invece quasi sempre presente il menu per vegetariani (ogni commento è superfluo, non me ne vogliano gli amici vegetariani, ma trattare meglio chi fa una scelta rispetto a chi ha un'intolleranza non mi pare giusto), anche se il celiaco, privato del pasto, paga lo stesso prezzo.
Ad ogni modo, si fa presto a rimediare: noi generalmente ci prepariamo uno zainetto con roba buona da mangiare (affettati fatti dal suocero norcino, un buon pezzo di parmigiano, della frutta o verdura in un piccolo contenitore in plastica). Ciò che appaga, in questi casi, è vedere che - nonostante siamo noi a fare i diversi - sono tutti gli altri passeggeri a sentirsi degli sfigati: il che è vero, visto le schifezze che propinano le compagnie aeree. Con le compagnie low-cost il problema invece non si pone, visto che per mangiare a bordo devi accenderti un mutuo.
E per i voli intercontinentali? Tutte le compagnie sono obbligate a fornire pasti senza glutine, così come per altre allergie o intolleranze. Se per allergici a specifici prodotti (tipo arachidi o noci) non sempre è previsto il pasto (e comunque basterebbe chiedere), per celiaci il pasto c'è sempre. Bisogna ricordarsi però di chiamare almeno un paio di giorni prima. Il nostro consiglio, tuttavia, è di menzionare subito l'esigenza al momento della prenotazione e di ribadirla a ridosso del viaggio, due o tre giorni prima, per essere sicuri. A quel punto, l'operatore al telefono va a verificare che la dicitura gluten-free sia presente nel database: in caso positivo, chiedete se risulta anche per il ritorno, così sarete sicuri di non avere sorprese.
Altra raccomandazione: se modificate la prenotazione, avvisate sempre (parlando con l'operatore, non solo visualizzando la prenotazione al computer).
Nota: alcune compagnie (tipo Qantas) servono pasti gluten-free, ma indicano esplicitamente che non si assumono responsabilità per eventuali malesseri che possano cogliere il passeggero celiaco. Posto che il pasto è assolutamente sicuro, la compagnia lo garantisce senza glutine, e viene servito con le stesse cautele degli altri (tutto interamente sigillato, contenitori ermetici recanti dicitura gluten-free anche per semplici macedonie), probabilmente tale declino di responsabilità è per evitare episodi fraudolenti da parte di passeggeri celiaci che simulino o provochino (per sbadataggine o volontariamente) reazioni autoimmuni per ottenere il rimborso del biglietto ed un cospicuo risarcimento danni.
Detto ciò, nessuna compagnia aerea rischia la propria reputazione servendo pasti non idonei, quindi state pur tranquilli.
Il servizio durante il volo è sempre impeccabile: il celiaco viene servito prima degli altri (il che non è poco, visto il numero di passeggeri in questi voli), ed il pasto è completamente sigillato. Mai come in questi casi, dunque, una piccola attenzione prima del volo vi consente un viaggio in totale relax.
Innanzitutto, una precisazione: nei voli di durata sotto alle tre o quattro ore, normalmente il pasto gluten-free non è previsto. E' invece quasi sempre presente il menu per vegetariani (ogni commento è superfluo, non me ne vogliano gli amici vegetariani, ma trattare meglio chi fa una scelta rispetto a chi ha un'intolleranza non mi pare giusto), anche se il celiaco, privato del pasto, paga lo stesso prezzo.
Ad ogni modo, si fa presto a rimediare: noi generalmente ci prepariamo uno zainetto con roba buona da mangiare (affettati fatti dal suocero norcino, un buon pezzo di parmigiano, della frutta o verdura in un piccolo contenitore in plastica). Ciò che appaga, in questi casi, è vedere che - nonostante siamo noi a fare i diversi - sono tutti gli altri passeggeri a sentirsi degli sfigati: il che è vero, visto le schifezze che propinano le compagnie aeree. Con le compagnie low-cost il problema invece non si pone, visto che per mangiare a bordo devi accenderti un mutuo.
E per i voli intercontinentali? Tutte le compagnie sono obbligate a fornire pasti senza glutine, così come per altre allergie o intolleranze. Se per allergici a specifici prodotti (tipo arachidi o noci) non sempre è previsto il pasto (e comunque basterebbe chiedere), per celiaci il pasto c'è sempre. Bisogna ricordarsi però di chiamare almeno un paio di giorni prima. Il nostro consiglio, tuttavia, è di menzionare subito l'esigenza al momento della prenotazione e di ribadirla a ridosso del viaggio, due o tre giorni prima, per essere sicuri. A quel punto, l'operatore al telefono va a verificare che la dicitura gluten-free sia presente nel database: in caso positivo, chiedete se risulta anche per il ritorno, così sarete sicuri di non avere sorprese.
Altra raccomandazione: se modificate la prenotazione, avvisate sempre (parlando con l'operatore, non solo visualizzando la prenotazione al computer).
Nota: alcune compagnie (tipo Qantas) servono pasti gluten-free, ma indicano esplicitamente che non si assumono responsabilità per eventuali malesseri che possano cogliere il passeggero celiaco. Posto che il pasto è assolutamente sicuro, la compagnia lo garantisce senza glutine, e viene servito con le stesse cautele degli altri (tutto interamente sigillato, contenitori ermetici recanti dicitura gluten-free anche per semplici macedonie), probabilmente tale declino di responsabilità è per evitare episodi fraudolenti da parte di passeggeri celiaci che simulino o provochino (per sbadataggine o volontariamente) reazioni autoimmuni per ottenere il rimborso del biglietto ed un cospicuo risarcimento danni.
Detto ciò, nessuna compagnia aerea rischia la propria reputazione servendo pasti non idonei, quindi state pur tranquilli.
Il servizio durante il volo è sempre impeccabile: il celiaco viene servito prima degli altri (il che non è poco, visto il numero di passeggeri in questi voli), ed il pasto è completamente sigillato. Mai come in questi casi, dunque, una piccola attenzione prima del volo vi consente un viaggio in totale relax.
martedì 3 marzo 2009
Si riparte da qui!
Oggi sono andato per mettere un post su Tourblog, e con mia sorpresa non ho trovato più nulla. Sparito tutto, volatilizzato, puff!
All'improvviso? Beh, non proprio. Mi aspettavo qualcosa del genere. Ma almeno, che ne so, avvisare, almeno per recuperare tutto ciò che avevo scritto lì.
Epperò... epperò siccome non piscio dal culo, come si dice dalle mie parti, i post li avevo già salvati tutti. Mi ci vorrà un po' di tempo per rimetterli qui, ma sono tutti sani e salvi.
Vabbè, si son persi solo gli ultimi due-tre, ma chissenefrega.
Quel che mi scoccia di più è aver (momentaneamente) smarrito il contatto con qualche lettore che ogni tanto passava di lì.
Spero che cercando cercando, si rifacciano vivi qui.
Dove almeno c'è più serietà.
All'improvviso? Beh, non proprio. Mi aspettavo qualcosa del genere. Ma almeno, che ne so, avvisare, almeno per recuperare tutto ciò che avevo scritto lì.
Epperò... epperò siccome non piscio dal culo, come si dice dalle mie parti, i post li avevo già salvati tutti. Mi ci vorrà un po' di tempo per rimetterli qui, ma sono tutti sani e salvi.
Vabbè, si son persi solo gli ultimi due-tre, ma chissenefrega.
Quel che mi scoccia di più è aver (momentaneamente) smarrito il contatto con qualche lettore che ogni tanto passava di lì.
Spero che cercando cercando, si rifacciano vivi qui.
Dove almeno c'è più serietà.
lunedì 1 dicembre 2008
Ma per quale motivo al mondo per vedere il prontuario online per celiaci bisogna registrarsi?
Questa non la capisco proprio. Lascio passare, mi registro, non ci vuole poi molto, e accedo.
Ma... sono di corsa, per fortuna ho sotto mano una postazione pubblica, non ricordo se un cioccolatino è permesso o meno, vado sul sito AIC > Prontuario online... maledizione, e chi se la ricorda la password?
Poi chiamo un amico, dal quale sarò a cena sabato sera, mi chiede un'informazione sulla mortadella, va sul prontuario, perde dieci minuti a registrarsi... e mi stava facendo un favore :-(
Mi chiedo: ci sono dati così segreti su quel Prontuario online, che in teoria non dovrebbe neanche esistere, dato che dovrebbe esserci già una legge a fare le sue funzioni? O invece dati che possono servire a chiunque?
Cos'è, serve la registrazione per vedere quanta gente consulta il prontuario? Non è sufficiente un contatore?
Per fortuna, però, che c'è il prontuario mobile: quello sì, per chi gira, una gran cosa. Migliorabile, un po' macchinosetto, ma il suo lo fa. Potete scaricarlo sul sito AIC, e col cellulare trovate tutto. Anche lì, tuttavia, serve la registrazione, solo che una volta identificati col cellulare, l'accesso è automatico.
Ma... sono di corsa, per fortuna ho sotto mano una postazione pubblica, non ricordo se un cioccolatino è permesso o meno, vado sul sito AIC > Prontuario online... maledizione, e chi se la ricorda la password?
Poi chiamo un amico, dal quale sarò a cena sabato sera, mi chiede un'informazione sulla mortadella, va sul prontuario, perde dieci minuti a registrarsi... e mi stava facendo un favore :-(
Mi chiedo: ci sono dati così segreti su quel Prontuario online, che in teoria non dovrebbe neanche esistere, dato che dovrebbe esserci già una legge a fare le sue funzioni? O invece dati che possono servire a chiunque?
Cos'è, serve la registrazione per vedere quanta gente consulta il prontuario? Non è sufficiente un contatore?
Per fortuna, però, che c'è il prontuario mobile: quello sì, per chi gira, una gran cosa. Migliorabile, un po' macchinosetto, ma il suo lo fa. Potete scaricarlo sul sito AIC, e col cellulare trovate tutto. Anche lì, tuttavia, serve la registrazione, solo che una volta identificati col cellulare, l'accesso è automatico.
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venerdì 28 novembre 2008
Stiamo insegnando ai nostri figli cose che fra poco saranno obsolete
martedì 25 novembre 2008
Eataly in apertura a Bologna: prima...
Il 5 dicembre apre Eataly, in collaborazione con la Coop (e già qui...), in centro a Bologna (per capirci, dove gli affitti costano un'iradiddio).
Cito testualmente (parentesi mie):
Nei 1200 mt. quadri aperti tutti i giorni fino a mezzanotte, troveranno posto: una libreria con 85mila volumi (dunque la metà di quanti ne ha la Sala Borsa, in consultazione e prestito gratuito, un centinaio di metri più in là), un caffè (di cui sentivamo ardentemente la mancanza), una gastronomia da asporto, un'enoteca-birreria e aree per eventi.
Ecco, le ultime tre mi incuriosiscono: la prima dovrà cercare di dare qualcosa di buono a prezzi non da boutique; la seconda idem, e dovrà cercare di far meglio dell'ottima Tana del Luppolo, in posizione mille volte più comoda e pratica per chi non abita in centro (cioè il 90% dei bolognesi); la terza staremo a vedere.
Naturalmente, immagino che il senza glutine sarà chiaramente indicato e disponibile. No, sono amaramente ironico: non ci spero neanche, perché lo stato del food in Italia è - come si discosta da un certo artigianale - a livelli penosi.
Questo, naturalmente, il prima, e dunque imbottito di pregiudizi e luoghi comuni ... a dicembre posterò il dopo...
Ps: speriamo che l'affitto che pagherà Eataly in centro a Bologna sia a prezzi di mercato. Sennò non vale...
Cito testualmente (parentesi mie):
Nei 1200 mt. quadri aperti tutti i giorni fino a mezzanotte, troveranno posto: una libreria con 85mila volumi (dunque la metà di quanti ne ha la Sala Borsa, in consultazione e prestito gratuito, un centinaio di metri più in là), un caffè (di cui sentivamo ardentemente la mancanza), una gastronomia da asporto, un'enoteca-birreria e aree per eventi.
Ecco, le ultime tre mi incuriosiscono: la prima dovrà cercare di dare qualcosa di buono a prezzi non da boutique; la seconda idem, e dovrà cercare di far meglio dell'ottima Tana del Luppolo, in posizione mille volte più comoda e pratica per chi non abita in centro (cioè il 90% dei bolognesi); la terza staremo a vedere.
Naturalmente, immagino che il senza glutine sarà chiaramente indicato e disponibile. No, sono amaramente ironico: non ci spero neanche, perché lo stato del food in Italia è - come si discosta da un certo artigianale - a livelli penosi.
Questo, naturalmente, il prima, e dunque imbottito di pregiudizi e luoghi comuni ... a dicembre posterò il dopo...
Ps: speriamo che l'affitto che pagherà Eataly in centro a Bologna sia a prezzi di mercato. Sennò non vale...
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domenica 23 novembre 2008
Dritte fondamentali per viaggiare gluten-free
Prendo spunto dalla mail che ho appena spedito con i suggerimenti per un viaggio a Londra da parte di una conoscente, per dare un po' di dritte a chi magari non è molto abituato a viaggiare, e ha paura di farlo a causa della celiachia.
Innanzitutto, una buona notizia: dei paesi occidentali, forse l'Italia è quello in cui si fa più fatica a mangiare senza glutine se non si conosce la lingua. Pertanto, riteniamoci fortunati che la lingua la parliamo e conosciamo tutto il meccanismo di prontuari e cose varie.
Dico "forse", perché non sono ancora stato in Francia e Spagna in modalità gluten-free.
Ad ogni modo, i suggerimenti di base sono:
1) farsi una ricerca su google con scritto "coeliac society" e il nome del paese (uk, australia, ...): purtroppo o per fortuna, i celiaci sono ovunque ed ovunque si debbono organizzare per vivere bene;
2) trovato il sito dell'associazione o qualche celiaco che vive nel paese di riferimento, mandare una mail e farsi dare i suggerimenti specifici (se non sapete la lingua, fatevi aiutare da un amico: sapere almeno un po' di inglese comunque aiuta);
3) stamparsi la scheda gluten-free nella lingua del luogo(da esibire al ristoratore);
4) per dormire, cercare soluzioni con angolo cottura (campeggio e fornelletto al seguito, camper, b&b con cucina spaziosa utilizzabile, residence, camera e cucina, hotel con angolo cottura), in cui ci si possa preparare panini e un pasto caldo. Al ristorante ci si può sempre andare quando si vuole, ma almeno è una scelta e non un obbligo. Oltretutto, si mangia più sano che nei fast food. Noi lo facevamo già prima della diagnosi, perché si risparmiano un sacco di soldi :-);
5) portarsi un tostapane, oppure delle bustine per tostare il pane, oppure acquistare un tostapane in loco (normalmente, non costa più di 10 euro): è strategico nella preparazione dei panini, perché spesso il pane gluten-free va tostato;
6) abbozzare un piccolo programma di viaggio, per capire dove si andrà e se ci sono posti idonei in zona. Senza nulla togliere al viaggio "alla ventura", giusto farsi un'idea di come potersi muovere. Spesso formulare un piccolo programma aiuta a non perdere tempo, e a godersi un'esperienza migliore;
7) non dimenticate che ci sono sempre la frutta, la verdura, la carne, il pesce, le uova, i formaggi, il riso... insomma, di fame non si muore, specie se si ha il vizio di mangiare sano!
Buon viaggio e godetevi la vacanza!
Innanzitutto, una buona notizia: dei paesi occidentali, forse l'Italia è quello in cui si fa più fatica a mangiare senza glutine se non si conosce la lingua. Pertanto, riteniamoci fortunati che la lingua la parliamo e conosciamo tutto il meccanismo di prontuari e cose varie.
Dico "forse", perché non sono ancora stato in Francia e Spagna in modalità gluten-free.
Ad ogni modo, i suggerimenti di base sono:
1) farsi una ricerca su google con scritto "coeliac society" e il nome del paese (uk, australia, ...): purtroppo o per fortuna, i celiaci sono ovunque ed ovunque si debbono organizzare per vivere bene;
2) trovato il sito dell'associazione o qualche celiaco che vive nel paese di riferimento, mandare una mail e farsi dare i suggerimenti specifici (se non sapete la lingua, fatevi aiutare da un amico: sapere almeno un po' di inglese comunque aiuta);
3) stamparsi la scheda gluten-free nella lingua del luogo(da esibire al ristoratore);
4) per dormire, cercare soluzioni con angolo cottura (campeggio e fornelletto al seguito, camper, b&b con cucina spaziosa utilizzabile, residence, camera e cucina, hotel con angolo cottura), in cui ci si possa preparare panini e un pasto caldo. Al ristorante ci si può sempre andare quando si vuole, ma almeno è una scelta e non un obbligo. Oltretutto, si mangia più sano che nei fast food. Noi lo facevamo già prima della diagnosi, perché si risparmiano un sacco di soldi :-);
5) portarsi un tostapane, oppure delle bustine per tostare il pane, oppure acquistare un tostapane in loco (normalmente, non costa più di 10 euro): è strategico nella preparazione dei panini, perché spesso il pane gluten-free va tostato;
6) abbozzare un piccolo programma di viaggio, per capire dove si andrà e se ci sono posti idonei in zona. Senza nulla togliere al viaggio "alla ventura", giusto farsi un'idea di come potersi muovere. Spesso formulare un piccolo programma aiuta a non perdere tempo, e a godersi un'esperienza migliore;
7) non dimenticate che ci sono sempre la frutta, la verdura, la carne, il pesce, le uova, i formaggi, il riso... insomma, di fame non si muore, specie se si ha il vizio di mangiare sano!
Buon viaggio e godetevi la vacanza!
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venerdì 14 novembre 2008
Radiazioni nucleari e celiachia: a che punto è la ricerca? Si indaga in quella direzione?
Leggo il lungo ed interessantissimo post di Dario Bressanini de "La Scienza in Cucina", e apprendo di cose che non immaginavo neanche, e cioè del grano duro modificato con radiazioni nucleari (Dario lo spiega meglio ed in maniera più appropriata nel suo blog).
Leggo tra l'altro che "sul web c’è qualcuno che accusa il grano creso e i suoi derivati di essere responsabile dell’aumento della celiachia (intolleranza al glutine) degli ultimi decenni, ma da quello che ne so sono accuse prive di fondamento e non supportate da ricerche scientifiche".
In effetti, girando un po' per la rete mi imbatto in quest'altro sito, che pure accenna al problema.
A questo punto, è lecito chiedersi (ed ovviamente, lo faccio): esistono studi in merito? O non c'è supporto perché non c'è studio in questa direzione?
UPDATE (18 novembre 2008): mi accorgo che Letizia Saturni ne ha parlato quasi due anni fa. Purtroppo, però, non sembrano ancora esserci ricerche in quella direzione, mentre (ironicamente, aggiungo) si cerca di produrre un grano de-tossificato...
--------------------------
Altri riferimenti:
- I celiaci mangiano sano?
- L'articolo su Celiachia blog
Leggo tra l'altro che "sul web c’è qualcuno che accusa il grano creso e i suoi derivati di essere responsabile dell’aumento della celiachia (intolleranza al glutine) degli ultimi decenni, ma da quello che ne so sono accuse prive di fondamento e non supportate da ricerche scientifiche".
In effetti, girando un po' per la rete mi imbatto in quest'altro sito, che pure accenna al problema.
A questo punto, è lecito chiedersi (ed ovviamente, lo faccio): esistono studi in merito? O non c'è supporto perché non c'è studio in questa direzione?
UPDATE (18 novembre 2008): mi accorgo che Letizia Saturni ne ha parlato quasi due anni fa. Purtroppo, però, non sembrano ancora esserci ricerche in quella direzione, mentre (ironicamente, aggiungo) si cerca di produrre un grano de-tossificato...
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Altri riferimenti:
- I celiaci mangiano sano?
- L'articolo su Celiachia blog
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martedì 11 novembre 2008
Sui bed and breakfast gluten-free: alcune considerazioni
Il titolo del post non porti a pensare che stia muovendo critiche a chi si offre di proporre servizi senza glutine. A loro va la mia (nostra) gratitudine e riconoscimento di assumersi responsabilità non da poco.
Prendo spunto dal commento di Louis (Le Ben) sul pane senza glutine per fare alcune considerazioni sui b&b gluten-free. Con mia moglie possiamo dire di aver viaggiato abbastanza in modalità no-gluten (come si intuisce dalle recensioni nella relativa categoria). Tutto sommato, ci siamo resi conto che nei b&b la cosa più importante è la disponibilità del gestore e come è strutturato l'esercizio.
Ovviamente il b&b idoneo è da preferirsi, ma anche uno "ordinario" va bene, purché il gestore sia disponibile ad alcune accortezze. Spesso, infatti, il b&b è in un appartamentino indipendente dalla casa del gestore, dotato di una piccola cucina, stoviglie, frigorifero e congelatore. Pertanto, anche non serva colazioni senza glutine, uno si porta dietro il cibo e se la prepara. In ogni caso, la nutella monoporzione (presente in tutti i b&b) è idonea, le marmellate monoporzione quasi sempre lo sono (ma io personalmente preferisco portarmi quella di mia suocera, anni luce migliore), il the in bustine è ok, vi portate un pacchetto di biscotti e/o di gallette e tutto sommato avete risolto.
Esistesse anche un pane in cassetta decente disponibile in Italia, potreste portarvi dietro un piccolo tostapane. Alternativamente, esistono in commercio delle bustine in cui infilare il proprio pane gluten-free per tostarlo ovunque senza contaminazioni, riducendo così l'ingombro. Al pane si rimedia anche chiedendo, se la sera siete a cena in qualche ristorante gf, di prepararvi qualche paninetto in più da farci colazione al mattino.
Insomma, come vedete, di soluzioni ve ne sono. Se non siete in b&b ma in hotel, potreste anche avere vita più facile tra yoghurt, frutta, affettati idonei e ultimamente una buona scelta di cibo gf, presente ormai in quasi tutti i quattro stelle.
Ricordate, comunque sia, di parlare sempre in anticipo col gestore: nessuno di loro sarà così scortese da scontentarvi (sarebbe anche un po' fesso, oggi che con la rete si beccherebbe uno sputtanamento sesquipedale).
Buon viaggio!
Prendo spunto dal commento di Louis (Le Ben) sul pane senza glutine per fare alcune considerazioni sui b&b gluten-free. Con mia moglie possiamo dire di aver viaggiato abbastanza in modalità no-gluten (come si intuisce dalle recensioni nella relativa categoria). Tutto sommato, ci siamo resi conto che nei b&b la cosa più importante è la disponibilità del gestore e come è strutturato l'esercizio.
Ovviamente il b&b idoneo è da preferirsi, ma anche uno "ordinario" va bene, purché il gestore sia disponibile ad alcune accortezze. Spesso, infatti, il b&b è in un appartamentino indipendente dalla casa del gestore, dotato di una piccola cucina, stoviglie, frigorifero e congelatore. Pertanto, anche non serva colazioni senza glutine, uno si porta dietro il cibo e se la prepara. In ogni caso, la nutella monoporzione (presente in tutti i b&b) è idonea, le marmellate monoporzione quasi sempre lo sono (ma io personalmente preferisco portarmi quella di mia suocera, anni luce migliore), il the in bustine è ok, vi portate un pacchetto di biscotti e/o di gallette e tutto sommato avete risolto.
Esistesse anche un pane in cassetta decente disponibile in Italia, potreste portarvi dietro un piccolo tostapane. Alternativamente, esistono in commercio delle bustine in cui infilare il proprio pane gluten-free per tostarlo ovunque senza contaminazioni, riducendo così l'ingombro. Al pane si rimedia anche chiedendo, se la sera siete a cena in qualche ristorante gf, di prepararvi qualche paninetto in più da farci colazione al mattino.
Insomma, come vedete, di soluzioni ve ne sono. Se non siete in b&b ma in hotel, potreste anche avere vita più facile tra yoghurt, frutta, affettati idonei e ultimamente una buona scelta di cibo gf, presente ormai in quasi tutti i quattro stelle.
Ricordate, comunque sia, di parlare sempre in anticipo col gestore: nessuno di loro sarà così scortese da scontentarvi (sarebbe anche un po' fesso, oggi che con la rete si beccherebbe uno sputtanamento sesquipedale).
Buon viaggio!
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lunedì 10 novembre 2008
Girare il mondo in carrozzina da vent'anni: il centro H di Ancona
Leggo quest'articolo e posto qui. Col Centro H di Ancona sono stato a Mosca, San Pietroburgo e Alghero (nuraghi compresi!), mi sono perso l'Olanda, la Sicilia, l'Egitto, la Turchia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e Dio sa quanti altri. A gruppi misti, disabili e non, anziani e obiettori (quando c'erano), gente di mezz'età e bambini, ragazzi e ragazze a darsi una mano l'un l'altro, a ridere e vivere insieme l'esperienza di viaggio. Con Doge (Don Eugenio Del Bello, chi non lo conosce purtroppo si è perso qualcosa, inutile descriverlo qui) a dirigere il gruppo con carisma, discrezione e profondità. A tirare fuori la disabilità dalle case, a sbatterla in faccia alla gente, a predicare concretamente la vita senza barriere. Nel 94, in Sardegna, la vacanza più divertente, un gruppone pieno di giovani, ragazzi e ragazze, l'ideale per un diciassettenne brufoloso ed in piena tempesta ormonale. Nel 96, in Russia, quella più interessante. Dopo l'Egitto, nel 2002, anche Licia Colò si interessa a questo gruppo di sturdy visitors, che vanno a raccontarsi alle Falde del Kilimangiaro.
Nel 91, in Sicilia, quando la guida li vede sbarcare, si mette a ridere. "La Sicilia non può essere vista in sei giorni" - asserisce con supponenza - "per di più in carrozzella!". Alla partenza, la stessa guida, esausta, con la lingua di fuori ed un filo di voce: "Siete... siete peggio dei tedeschi..."
Quest'anno, 2008, il Centro H compie vent'anni. Di seguito l'articolo:
Quei venti anni dedicati ai disabili
Oltre duecento persone a Torrette per il compleanno speciale del Centro H
ANCONA - Vent’anni nel segno della solidarietà. Vent’anni dedicati, grazie all’attività di un centinaio di persone, tra soci iscritti e volontari, ai ragazzi disabili di Ancona. Circa duecento persone hanno partecipato, ieri mattina all’Hotel Sporting di Torrette, alla festa del Centro H, l’associazione di volontariato che si trova in via Mamiani, nel quartiere degli Archi. Dal lontano 1988 accoglie per due giorni a settimana i ragazzi diversamente abili insegnando loro alcuni mestieri nel campo del settore dell’artigianato artistico e tradizionale (lavori in ceramica, vetro, cartapesta) e aiutando così le loro famiglie. C’erano proprio tutti alla festa per il ventennale. Dagli ideatori del Centro H, i medici terapisti dell’Inrca, alcuni dei quali ormai in pensione, Stefano Raffaelli, Maria Grazia Secchi, Giacomo Ghetti, Antonella Boni e Loredana Ginnetti, a don Eugenio Del Bello, parroco della chiesa del Crocifisso, promotore e realizzatore di questa associazione di volontariato che oggi assiste una sessantina di utenti, tutti di età tra i 30 e i 40 anni, fornendo un valido supporto ai sette distretti socio sanitari del Comune e alle strutture residenziali del territorio. Oltre alla presidente Rita Carbonari, non mancavano le autorità. Dal sindaco Fabio Sturani all’assessore ai servizi sociali Marida Burattini per il Comune, dall’assessore ai servizi sociali Carla Virili all’assessore al bilancio Liana Maiolini per la Provincia, oltre al presidente della seconda circoscrizione Stefano Foresi. Tra gli ospiti anche l’arcivescovo Edoardo Menichelli, il giornalista di Raitre Vincenzo Varagona che dirige la rivista “Centro news”, bimestrale di informazione per orientarsi nella realtà sociale, e Giuliana Urbani, vedova di Carlo Urbani, il coraggioso medico di Casteplanio scomparso a Bangkok nel 2003 che scoprì il virus della Sars e morì dopo aver contratto la malattia. A tutti loro è andato un riconoscimento particolare realizzato dai ragazzi disabili che frequentano il laboratorio di ceramica attivato da circa venti volontari: un grande cuore in ceramica con le date del ventennale, il simbolo del Centro H e la scritta “Venti anni spesi bene”. La lunga storia dell’associazione, che in città rappresenta un punto di riferimento per l’handicap, è stata poi ripercorsa attraverso la proiezione di un dvd, realizzato per l’occasione da Lucio Cingolani. Sullo schermo sono stati rivissuti i momenti più piacevoli ed emozionanti del Centro H, dai carnevali in piazza alla consegna del pulmino per trasporto disabili donato alla onlus da Franca Rame e Dario Fo nell’anno del suo nobel. La festa è poi proseguita a pranzo, con un momento conviviale, al quale hanno partecipato circa 240 persone, compresi i tanti amici che negli anni, per motivi diversi, hanno incontrato l’esperienza del Centro H. L’associazione, oltre a promuovere corsi annuali per volontari e operatori del settore disabilità, gestisce anche uno sportello informativo, aperto dal lunedì al venerdì con orario 9-12, per rispondere a problemi pratici e burocratici legati all’handicap e offre consulenze con esperti nei settori legale, socio-sanitario, tecnico e psicologico.
Nel 91, in Sicilia, quando la guida li vede sbarcare, si mette a ridere. "La Sicilia non può essere vista in sei giorni" - asserisce con supponenza - "per di più in carrozzella!". Alla partenza, la stessa guida, esausta, con la lingua di fuori ed un filo di voce: "Siete... siete peggio dei tedeschi..."
Quest'anno, 2008, il Centro H compie vent'anni. Di seguito l'articolo:
Quei venti anni dedicati ai disabili
Oltre duecento persone a Torrette per il compleanno speciale del Centro H
ANCONA - Vent’anni nel segno della solidarietà. Vent’anni dedicati, grazie all’attività di un centinaio di persone, tra soci iscritti e volontari, ai ragazzi disabili di Ancona. Circa duecento persone hanno partecipato, ieri mattina all’Hotel Sporting di Torrette, alla festa del Centro H, l’associazione di volontariato che si trova in via Mamiani, nel quartiere degli Archi. Dal lontano 1988 accoglie per due giorni a settimana i ragazzi diversamente abili insegnando loro alcuni mestieri nel campo del settore dell’artigianato artistico e tradizionale (lavori in ceramica, vetro, cartapesta) e aiutando così le loro famiglie. C’erano proprio tutti alla festa per il ventennale. Dagli ideatori del Centro H, i medici terapisti dell’Inrca, alcuni dei quali ormai in pensione, Stefano Raffaelli, Maria Grazia Secchi, Giacomo Ghetti, Antonella Boni e Loredana Ginnetti, a don Eugenio Del Bello, parroco della chiesa del Crocifisso, promotore e realizzatore di questa associazione di volontariato che oggi assiste una sessantina di utenti, tutti di età tra i 30 e i 40 anni, fornendo un valido supporto ai sette distretti socio sanitari del Comune e alle strutture residenziali del territorio. Oltre alla presidente Rita Carbonari, non mancavano le autorità. Dal sindaco Fabio Sturani all’assessore ai servizi sociali Marida Burattini per il Comune, dall’assessore ai servizi sociali Carla Virili all’assessore al bilancio Liana Maiolini per la Provincia, oltre al presidente della seconda circoscrizione Stefano Foresi. Tra gli ospiti anche l’arcivescovo Edoardo Menichelli, il giornalista di Raitre Vincenzo Varagona che dirige la rivista “Centro news”, bimestrale di informazione per orientarsi nella realtà sociale, e Giuliana Urbani, vedova di Carlo Urbani, il coraggioso medico di Casteplanio scomparso a Bangkok nel 2003 che scoprì il virus della Sars e morì dopo aver contratto la malattia. A tutti loro è andato un riconoscimento particolare realizzato dai ragazzi disabili che frequentano il laboratorio di ceramica attivato da circa venti volontari: un grande cuore in ceramica con le date del ventennale, il simbolo del Centro H e la scritta “Venti anni spesi bene”. La lunga storia dell’associazione, che in città rappresenta un punto di riferimento per l’handicap, è stata poi ripercorsa attraverso la proiezione di un dvd, realizzato per l’occasione da Lucio Cingolani. Sullo schermo sono stati rivissuti i momenti più piacevoli ed emozionanti del Centro H, dai carnevali in piazza alla consegna del pulmino per trasporto disabili donato alla onlus da Franca Rame e Dario Fo nell’anno del suo nobel. La festa è poi proseguita a pranzo, con un momento conviviale, al quale hanno partecipato circa 240 persone, compresi i tanti amici che negli anni, per motivi diversi, hanno incontrato l’esperienza del Centro H. L’associazione, oltre a promuovere corsi annuali per volontari e operatori del settore disabilità, gestisce anche uno sportello informativo, aperto dal lunedì al venerdì con orario 9-12, per rispondere a problemi pratici e burocratici legati all’handicap e offre consulenze con esperti nei settori legale, socio-sanitario, tecnico e psicologico.
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