Leggo quest'articolo e posto qui. Col Centro H di Ancona sono stato a Mosca, San Pietroburgo e Alghero (nuraghi compresi!), mi sono perso l'Olanda, la Sicilia, l'Egitto, la Turchia, la Grecia, la Spagna, il Portogallo e Dio sa quanti altri. A gruppi misti, disabili e non, anziani e obiettori (quando c'erano), gente di mezz'età e bambini, ragazzi e ragazze a darsi una mano l'un l'altro, a ridere e vivere insieme l'esperienza di viaggio. Con Doge (Don Eugenio Del Bello, chi non lo conosce purtroppo si è perso qualcosa, inutile descriverlo qui) a dirigere il gruppo con carisma, discrezione e profondità. A tirare fuori la disabilità dalle case, a sbatterla in faccia alla gente, a predicare concretamente la vita senza barriere. Nel 94, in Sardegna, la vacanza più divertente, un gruppone pieno di giovani, ragazzi e ragazze, l'ideale per un diciassettenne brufoloso ed in piena tempesta ormonale. Nel 96, in Russia, quella più interessante. Dopo l'Egitto, nel 2002, anche Licia Colò si interessa a questo gruppo di sturdy visitors, che vanno a raccontarsi alle Falde del Kilimangiaro.
Nel 91, in Sicilia, quando la guida li vede sbarcare, si mette a ridere. "La Sicilia non può essere vista in sei giorni" - asserisce con supponenza - "per di più in carrozzella!". Alla partenza, la stessa guida, esausta, con la lingua di fuori ed un filo di voce: "Siete... siete peggio dei tedeschi..."
Quest'anno, 2008, il Centro H compie vent'anni. Di seguito l'articolo:
Quei venti anni dedicati ai disabili
Oltre duecento persone a Torrette per il compleanno speciale del Centro H
ANCONA - Vent’anni nel segno della solidarietà. Vent’anni dedicati, grazie all’attività di un centinaio di persone, tra soci iscritti e volontari, ai ragazzi disabili di Ancona. Circa duecento persone hanno partecipato, ieri mattina all’Hotel Sporting di Torrette, alla festa del Centro H, l’associazione di volontariato che si trova in via Mamiani, nel quartiere degli Archi. Dal lontano 1988 accoglie per due giorni a settimana i ragazzi diversamente abili insegnando loro alcuni mestieri nel campo del settore dell’artigianato artistico e tradizionale (lavori in ceramica, vetro, cartapesta) e aiutando così le loro famiglie. C’erano proprio tutti alla festa per il ventennale. Dagli ideatori del Centro H, i medici terapisti dell’Inrca, alcuni dei quali ormai in pensione, Stefano Raffaelli, Maria Grazia Secchi, Giacomo Ghetti, Antonella Boni e Loredana Ginnetti, a don Eugenio Del Bello, parroco della chiesa del Crocifisso, promotore e realizzatore di questa associazione di volontariato che oggi assiste una sessantina di utenti, tutti di età tra i 30 e i 40 anni, fornendo un valido supporto ai sette distretti socio sanitari del Comune e alle strutture residenziali del territorio. Oltre alla presidente Rita Carbonari, non mancavano le autorità. Dal sindaco Fabio Sturani all’assessore ai servizi sociali Marida Burattini per il Comune, dall’assessore ai servizi sociali Carla Virili all’assessore al bilancio Liana Maiolini per la Provincia, oltre al presidente della seconda circoscrizione Stefano Foresi. Tra gli ospiti anche l’arcivescovo Edoardo Menichelli, il giornalista di Raitre Vincenzo Varagona che dirige la rivista “Centro news”, bimestrale di informazione per orientarsi nella realtà sociale, e Giuliana Urbani, vedova di Carlo Urbani, il coraggioso medico di Casteplanio scomparso a Bangkok nel 2003 che scoprì il virus della Sars e morì dopo aver contratto la malattia. A tutti loro è andato un riconoscimento particolare realizzato dai ragazzi disabili che frequentano il laboratorio di ceramica attivato da circa venti volontari: un grande cuore in ceramica con le date del ventennale, il simbolo del Centro H e la scritta “Venti anni spesi bene”. La lunga storia dell’associazione, che in città rappresenta un punto di riferimento per l’handicap, è stata poi ripercorsa attraverso la proiezione di un dvd, realizzato per l’occasione da Lucio Cingolani. Sullo schermo sono stati rivissuti i momenti più piacevoli ed emozionanti del Centro H, dai carnevali in piazza alla consegna del pulmino per trasporto disabili donato alla onlus da Franca Rame e Dario Fo nell’anno del suo nobel. La festa è poi proseguita a pranzo, con un momento conviviale, al quale hanno partecipato circa 240 persone, compresi i tanti amici che negli anni, per motivi diversi, hanno incontrato l’esperienza del Centro H. L’associazione, oltre a promuovere corsi annuali per volontari e operatori del settore disabilità, gestisce anche uno sportello informativo, aperto dal lunedì al venerdì con orario 9-12, per rispondere a problemi pratici e burocratici legati all’handicap e offre consulenze con esperti nei settori legale, socio-sanitario, tecnico e psicologico.
lunedì 10 novembre 2008
mercoledì 5 novembre 2008
Il ristorante Due Spade, a Lendinara (Ro): gluten-free in una cornice romantica
Chi mi legge sa quanto mi piace il Veneto trasudante acqua da ogni dove e nelle forme più varie. In autunno questa regione è capace di regalare scorci romantici e misteriosi con quella nebbiolina che lo contraddistingue, nei paeselli attraversati da canali grazie a Dio ancora vivi e mai interrati. Lendinara, profondo Polesine, è uno di questi gioiellini: arrivati col buio, il campanile alto e illuminato, le piazze ed il canale che profumavano già di novembre. Affacciato sul canale, spiccava il finestrone con le luci e le scene di cucina delle Due Spade.
Lendinara, nella provincia di Rovigo, è il centro del senza glutine, contemplando ben due ristoranti su tre della provincia (ma diversi seguiranno a breve, il Polesine non dorme, si mette in moto solo un po' in ritardo). Ambiente arredato con gusto e con quel tocco che ne fa il posto ideale per una cena romantica, con le luci soffuse e le apparecchiate eleganti ma non pacchiane. Si presta anche a cene tra amici o piccole cerimonie, dati gli spazi comunque ampi. Parlando col proprietario, apprendo che il ristorante ha cambiato gestione diverse volte, ed è in loro possesso da un paio d'anni circa (è una nota per chi ci fosse andato prima, magari non trovandolo granché).
Per quanto riguarda la cena, estremamente gradevole e con porzioni che ti consentono di arrivare alla fine, sazio e contento: ottimo lo sformatino di zucca con gorgonzola per antipasto, buono il risotto al radicchio e noci (personalmente l'avrei mantecato di più con un pecorino o un parmigiano ben stagionato a dargli più mordente), fantastica la carne che si scioglieva in bocca, accompagnata da polenta e patate in ciotoline a parte. Per me, cresciuto a pane e basta, quella della polenta e delle patate in accompagnamento resta uno dei grossi pregi della cucina polesana, a prescindere dal glutine. Molto valido anche il pane senza glutine. La mousse al cioccolato per dolce è stata molto gradita, io non ne sono un patito quindi non la giudico. I vini in accompagnamento erano più che adeguati, così come il prezzo, 30 Euro a persona decisamente ben spesi.
Nota: eravamo con l'AIC, cena sociale (anche se saremmo stati una dozzina), pertanto non so dire se questo è un prezzo scontato od ordinario. Di sicuro l'ho trovato un prezzo equo.
Commento finale: ristorante più che valido, se si mantiene su questa linea di qualità e di prezzo diventa una meta obbligata per un celiaco e non solo.
-------------------------------------------------------
Ristorante Due Spade
Via G. B. Conti, 35 - Lendinara (RO)
persona di riferimento: Manuele Bencastro
tel.: 0425.641524
Chiusura o eventuali note: chiuso mercoledì
email: ristoranteduespade@yahoo.it
Lendinara, nella provincia di Rovigo, è il centro del senza glutine, contemplando ben due ristoranti su tre della provincia (ma diversi seguiranno a breve, il Polesine non dorme, si mette in moto solo un po' in ritardo). Ambiente arredato con gusto e con quel tocco che ne fa il posto ideale per una cena romantica, con le luci soffuse e le apparecchiate eleganti ma non pacchiane. Si presta anche a cene tra amici o piccole cerimonie, dati gli spazi comunque ampi. Parlando col proprietario, apprendo che il ristorante ha cambiato gestione diverse volte, ed è in loro possesso da un paio d'anni circa (è una nota per chi ci fosse andato prima, magari non trovandolo granché).
Per quanto riguarda la cena, estremamente gradevole e con porzioni che ti consentono di arrivare alla fine, sazio e contento: ottimo lo sformatino di zucca con gorgonzola per antipasto, buono il risotto al radicchio e noci (personalmente l'avrei mantecato di più con un pecorino o un parmigiano ben stagionato a dargli più mordente), fantastica la carne che si scioglieva in bocca, accompagnata da polenta e patate in ciotoline a parte. Per me, cresciuto a pane e basta, quella della polenta e delle patate in accompagnamento resta uno dei grossi pregi della cucina polesana, a prescindere dal glutine. Molto valido anche il pane senza glutine. La mousse al cioccolato per dolce è stata molto gradita, io non ne sono un patito quindi non la giudico. I vini in accompagnamento erano più che adeguati, così come il prezzo, 30 Euro a persona decisamente ben spesi.
Nota: eravamo con l'AIC, cena sociale (anche se saremmo stati una dozzina), pertanto non so dire se questo è un prezzo scontato od ordinario. Di sicuro l'ho trovato un prezzo equo.
Commento finale: ristorante più che valido, se si mantiene su questa linea di qualità e di prezzo diventa una meta obbligata per un celiaco e non solo.
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Ristorante Due Spade
Via G. B. Conti, 35 - Lendinara (RO)
persona di riferimento: Manuele Bencastro
tel.: 0425.641524
Chiusura o eventuali note: chiuso mercoledì
email: ristoranteduespade@yahoo.it
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giovedì 23 ottobre 2008
Pane senza glutine: localizziamo i produttori su google maps
L'altro giorno Luigi (thanks!) commentava a proposito del pane senza glutine in Italia.
La sostanza era: non esiste un pane decente senza glutine nella grande distribuzione italiana (cioè, al supermercato o in negozi specializzati presenti su tutto il Paese). Esistono tuttavia diversi produttori artigianali, che lo fanno buono, ottimo, mangiabile, ecc.
Un esempio per tutti è Le Ben, a Trastevere, Roma. Ottimi i panini con farina di tapioca (mi pare siano quelli, Luis correggimi se leggi il post).
E gli altri? E quando uno viaggia? E il sito? E la mail?
La proposta dunque è: apriamo un file su google maps, mettiamo la mappa pubblica, chi vuole inserire nuovi recapiti di pane senza glutine si iscrive (mandando una mail a me, ed aprendo un account email su gmail, oppure mandando semplicemente l'indirizzo del produttore e quante più generalità possibili via mail a me).
Dopodiché, sarà possibile visualizzare la mappa su google maps e vedere dove sono i produttori. Utile per chi viaggia, ma anche per chi non sa che nella propria città c'è un bravo panettiere senza glutine.
Naturalmente ognuno è responsabile di quanto indica, per favore siate seri.
E per favore, mettete solo del pane mangiabile, non la plastica (che in quanto derivato del petrolio è naturalmente priva di glutine... :-( )
Farò dei costanti update in questa pagina. Intanto, avviso Letizia.
Ecco la mappa!
UPDATE: Con puntualità e precisione, Letizia Saturni mi spiega che la faccenda del pane artigianale senza glutine è un po' più complessa di quel che pensavo, e che - non è il caso di Le Ben - moltissimi non sono certificati, e teoricamente non potrebbero produrre pane senza glutine perché non perfettamente legale. Quindi non posso mettermi a pubblicizzarli.
Star qui a discutere la legislazione sui prodotti senza glutine mi pare tempo perso, pertanto rivediamo la cosa: le risorse gluten-free sulla mappa diventano solo quelle "permesse", e cioè Le Ben e quanti altri si vogliano far conoscere. Sposteremo la cosa sul versante ristorazione, oppure sul gluten-free all'estero. Debbo pensarci un po' su. Chi avesse idee si faccia sentire.
La sostanza era: non esiste un pane decente senza glutine nella grande distribuzione italiana (cioè, al supermercato o in negozi specializzati presenti su tutto il Paese). Esistono tuttavia diversi produttori artigianali, che lo fanno buono, ottimo, mangiabile, ecc.
Un esempio per tutti è Le Ben, a Trastevere, Roma. Ottimi i panini con farina di tapioca (mi pare siano quelli, Luis correggimi se leggi il post).
E gli altri? E quando uno viaggia? E il sito? E la mail?
La proposta dunque è: apriamo un file su google maps, mettiamo la mappa pubblica, chi vuole inserire nuovi recapiti di pane senza glutine si iscrive (mandando una mail a me, ed aprendo un account email su gmail, oppure mandando semplicemente l'indirizzo del produttore e quante più generalità possibili via mail a me).
Dopodiché, sarà possibile visualizzare la mappa su google maps e vedere dove sono i produttori. Utile per chi viaggia, ma anche per chi non sa che nella propria città c'è un bravo panettiere senza glutine.
Naturalmente ognuno è responsabile di quanto indica, per favore siate seri.
E per favore, mettete solo del pane mangiabile, non la plastica (che in quanto derivato del petrolio è naturalmente priva di glutine... :-( )
Farò dei costanti update in questa pagina. Intanto, avviso Letizia.
Ecco la mappa!
UPDATE: Con puntualità e precisione, Letizia Saturni mi spiega che la faccenda del pane artigianale senza glutine è un po' più complessa di quel che pensavo, e che - non è il caso di Le Ben - moltissimi non sono certificati, e teoricamente non potrebbero produrre pane senza glutine perché non perfettamente legale. Quindi non posso mettermi a pubblicizzarli.
Star qui a discutere la legislazione sui prodotti senza glutine mi pare tempo perso, pertanto rivediamo la cosa: le risorse gluten-free sulla mappa diventano solo quelle "permesse", e cioè Le Ben e quanti altri si vogliano far conoscere. Sposteremo la cosa sul versante ristorazione, oppure sul gluten-free all'estero. Debbo pensarci un po' su. Chi avesse idee si faccia sentire.
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domenica 19 ottobre 2008
Cioccoshow, a Bologna, da oggi a domenica 23 novembre: sorprese gluten-free
Inizia oggi a Bologna il CioccoShow, la fiera del cioccolato che - personalmente - preferisco all'ormai nestleizzata e standardizzata Eurochocolate, a parte il nome.
Nella splendida cornice di Piazza Maggiore, una delle piazze più belle e vissute d'Italia, ci saranno diversi espositori coi loro prodotti, quasi tutti legati al cioccolato.
Iniziamo a segnalare i cioccolatai gluten-free: anche qui, baraonda legislativa a parte, il cioccolato puro non dovrebbe contenere glutine, ma c'è il rischio di contaminazione; pertanto, nomino solo i produttori che dichiarano l'assenza di glutine dai prodotti e nel processo produttivo (autocertificazione, che è poi del resto quello che fanno le grandi industrie alimentari segnalate da AIC).
Sarebbe più carino se ci fosse una legge seria in materia, forse arriverà nel 2012, ad ogni modo ecco la lista, da aggiornarsi di volta in volta:
- il mitico ed ineguagliabile Pistocchi- chi non l'ha provato s'è perso qualcosa. Celiaci o no, andate ad assaggiarlo. Peraltro, dati gli alti ricarichi nei negozi di mezz'Italia, conviene venire a Bologna a comprare un paio di torte e si è ripagati della spesa. Sul suo sito, con flash spinto, alla voce produzione vedete ben chiaro il riferimento al glutine (mi sembra che il proprietario sia addirittura celiaco);
- la sorbetteria Castiglione, a mio parere la migliore gelateria di Bologna (per qualcosa se la gioca con Grom, del quale preferisco la frutta, ma sul cioccolato non c'è gara); i loro prodotti sono senza glutine, ma conviene specificare bene che siete celiaci all'atto di prendere il gelato (così ve lo tirano via da dietro e non dal banco, ove si possono verificare contaminazioni);
- per inciso: a due metri da Piazza Maggiore, in via D'Azeglio, c'è Grom, gelateria senza glutine strepitosa.
per ora di sicure ho trovato solo queste, se volete darmi una mano potete andare nell'area espositori del sito e vedere se menzionano il senza glutine (oppure scrivere loro e chiederglielo). Sinora ho guardato solo i siti, non ho mandato email, anche perhé stando a Bologna faccio prima ad andar lì e chiedere.
Nota: non spaventatevi di fronte a siti che testimoniano come questi produttori, poco inclini al web, siano stati defraudati dei loro soldi con pagine scarne, che non dicono assolutamente nulla dei prodotti. E come non ci tengano poi tanto a farlo, aggiungo.
--------------------------------------------------
UPDATE: Francy mi segnala che c'è anche il cioccolato Venchi (presente, a quanto sembra, nel Prontuario).
Finora mi incuriosiscono (ma non so come siano messi col glutine) Karrua (carrube e derivati) e Garritano per i fichi secchi (se sono effettivamente essiccati al sole e senza alcun conservante)
Interessante, a prescindere dal discorso glutine, la lavorazione del cioccolato (che potete vedere sul sito della ICAM).
Nella splendida cornice di Piazza Maggiore, una delle piazze più belle e vissute d'Italia, ci saranno diversi espositori coi loro prodotti, quasi tutti legati al cioccolato.
Iniziamo a segnalare i cioccolatai gluten-free: anche qui, baraonda legislativa a parte, il cioccolato puro non dovrebbe contenere glutine, ma c'è il rischio di contaminazione; pertanto, nomino solo i produttori che dichiarano l'assenza di glutine dai prodotti e nel processo produttivo (autocertificazione, che è poi del resto quello che fanno le grandi industrie alimentari segnalate da AIC).
Sarebbe più carino se ci fosse una legge seria in materia, forse arriverà nel 2012, ad ogni modo ecco la lista, da aggiornarsi di volta in volta:
- il mitico ed ineguagliabile Pistocchi- chi non l'ha provato s'è perso qualcosa. Celiaci o no, andate ad assaggiarlo. Peraltro, dati gli alti ricarichi nei negozi di mezz'Italia, conviene venire a Bologna a comprare un paio di torte e si è ripagati della spesa. Sul suo sito, con flash spinto, alla voce produzione vedete ben chiaro il riferimento al glutine (mi sembra che il proprietario sia addirittura celiaco);
- la sorbetteria Castiglione, a mio parere la migliore gelateria di Bologna (per qualcosa se la gioca con Grom, del quale preferisco la frutta, ma sul cioccolato non c'è gara); i loro prodotti sono senza glutine, ma conviene specificare bene che siete celiaci all'atto di prendere il gelato (così ve lo tirano via da dietro e non dal banco, ove si possono verificare contaminazioni);
- per inciso: a due metri da Piazza Maggiore, in via D'Azeglio, c'è Grom, gelateria senza glutine strepitosa.
per ora di sicure ho trovato solo queste, se volete darmi una mano potete andare nell'area espositori del sito e vedere se menzionano il senza glutine (oppure scrivere loro e chiederglielo). Sinora ho guardato solo i siti, non ho mandato email, anche perhé stando a Bologna faccio prima ad andar lì e chiedere.
Nota: non spaventatevi di fronte a siti che testimoniano come questi produttori, poco inclini al web, siano stati defraudati dei loro soldi con pagine scarne, che non dicono assolutamente nulla dei prodotti. E come non ci tengano poi tanto a farlo, aggiungo.
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UPDATE: Francy mi segnala che c'è anche il cioccolato Venchi (presente, a quanto sembra, nel Prontuario).
Finora mi incuriosiscono (ma non so come siano messi col glutine) Karrua (carrube e derivati) e Garritano per i fichi secchi (se sono effettivamente essiccati al sole e senza alcun conservante)
Interessante, a prescindere dal discorso glutine, la lavorazione del cioccolato (che potete vedere sul sito della ICAM).
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sabato 18 ottobre 2008
Di ritorno da Philadelphia e New York. Prime impressioni
Eccomi tornato dal viaggio di undici giorni nella culla della storia occidentale contemporanea: Philadelphia, sempre snobbata - ma dove si ebbe la prima dichiarazione "Noi, popolo..." - e New York, mai troppo elogiata. Alcune impressioni a caldo, anche se ho idea che verranno giù post su post, perché di cose viste e pensate ce ne sono un mare.
1. Crisi o no, vista così l'America dà l'impressione di avere le carte in regola per rialzarsi. Imprenditorialità, voglia di sacrificarsi e semplicità (mentale, e dunque burocratica) sono una miscela estremamente vantaggiosa. Se tornano a farsi qualche torta di più in casa e a sperperare un po' meno sulle scemenze (e ci sono scemenze per tutti i gusti), dalla crisi ne escono fuori bene.
Nota: non è stato un viaggio esclusivamente turistico, c'è stato anche un po' di business, quindi ciò che affermo lo faccio a ragion veduta.
2. Per il senza glutine la situazione sembrava un po' difficile alla partenza. Nulla di tutto ciò: molti ristoranti informati, altri in grado di soddisfare le esigenze, ma soprattutto prodotti disponibili più o meno ovunque. Addirittura un negozio esclusivamente gluten-free accanto ad uno di quegli stradoni immensi che vanno dal centro alle zone residenziali di periferia, tra Philadelphia (Pennsylvania) e Cherry Hill (New Jersey).
3. As usual, affittato appartamento con cucina: oltre che più economico (anche col cambio favorevole, New York è costosa), si va sempre sul sicuro. Avevamo comunque mappato i ristoranti senza glutine di Manhattan.
4. A conti fatti, per il senza glutine in autonomia, il posto peggiore finora visitato resta l'Italia, in cui uno che non parla italiano deve affidarsi ad un prontuario non immediatamente comprensibile per capire cosa può mangiare e cosa no. Anche negli Usa, che a livello istituzionale non brillano per sensibilità al gluten-free, i supermercati (specie Wholefood e Trader Joe's) sono ben forniti di prodotti, peraltro ben segnalati. E in etichetta, ovviamente, la presenza del glutine è sempre segnalata (o come gluten, o come wheat = farina). Oltretutto, va anche detto che in Usa le lacune istituzionali vengono colmate egregiamente da club e associazioni, che spesso fanno pressione sulle catene di supermercati, ottenendo buoni risultati.
5. Ultima nota: anche negli Usa c'è un pane gluten-free strepitoso. Come caspita è possibile che solo in Italia - a livello di grande distribuzione - non esista? L'unico buono finora assaggiato in Italia è quello di Le Ben, a Roma, per il quale non ci si può avvalere del buono (a meno che, mi sembra, uno non sia del Lazio). Per il resto, il pane senza glutine fa schifo. Senza mezzi termini, schifo e basta. E non meniamola con la storia che ha meno ingredienti: la lista è la stessa, solo che qui sa di plastica (se va bene). Urgono soluzioni.
1. Crisi o no, vista così l'America dà l'impressione di avere le carte in regola per rialzarsi. Imprenditorialità, voglia di sacrificarsi e semplicità (mentale, e dunque burocratica) sono una miscela estremamente vantaggiosa. Se tornano a farsi qualche torta di più in casa e a sperperare un po' meno sulle scemenze (e ci sono scemenze per tutti i gusti), dalla crisi ne escono fuori bene.
Nota: non è stato un viaggio esclusivamente turistico, c'è stato anche un po' di business, quindi ciò che affermo lo faccio a ragion veduta.
2. Per il senza glutine la situazione sembrava un po' difficile alla partenza. Nulla di tutto ciò: molti ristoranti informati, altri in grado di soddisfare le esigenze, ma soprattutto prodotti disponibili più o meno ovunque. Addirittura un negozio esclusivamente gluten-free accanto ad uno di quegli stradoni immensi che vanno dal centro alle zone residenziali di periferia, tra Philadelphia (Pennsylvania) e Cherry Hill (New Jersey).
3. As usual, affittato appartamento con cucina: oltre che più economico (anche col cambio favorevole, New York è costosa), si va sempre sul sicuro. Avevamo comunque mappato i ristoranti senza glutine di Manhattan.
4. A conti fatti, per il senza glutine in autonomia, il posto peggiore finora visitato resta l'Italia, in cui uno che non parla italiano deve affidarsi ad un prontuario non immediatamente comprensibile per capire cosa può mangiare e cosa no. Anche negli Usa, che a livello istituzionale non brillano per sensibilità al gluten-free, i supermercati (specie Wholefood e Trader Joe's) sono ben forniti di prodotti, peraltro ben segnalati. E in etichetta, ovviamente, la presenza del glutine è sempre segnalata (o come gluten, o come wheat = farina). Oltretutto, va anche detto che in Usa le lacune istituzionali vengono colmate egregiamente da club e associazioni, che spesso fanno pressione sulle catene di supermercati, ottenendo buoni risultati.
5. Ultima nota: anche negli Usa c'è un pane gluten-free strepitoso. Come caspita è possibile che solo in Italia - a livello di grande distribuzione - non esista? L'unico buono finora assaggiato in Italia è quello di Le Ben, a Roma, per il quale non ci si può avvalere del buono (a meno che, mi sembra, uno non sia del Lazio). Per il resto, il pane senza glutine fa schifo. Senza mezzi termini, schifo e basta. E non meniamola con la storia che ha meno ingredienti: la lista è la stessa, solo che qui sa di plastica (se va bene). Urgono soluzioni.
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Nella Fifth Avenue a New York: delusionissima Apple, sorpresona Schwartz
Una delle tante cose da raccontare del viaggio a New York è sicuramente l'esperienza al mega store della Apple. La segreteria telefonica del negozio esordisce così: "Se volete informazioni sull'orario di apertura, è molto semplice: non chiudiamo mai!". Chiaro che se hai un Mac in casa, scopri la Apple come migliore dei mondi possibili per un computer, il mega store sulla Fifth Avenue diventa più della Mecca per un musulmano.
Gran delusione, non tanto sul negozio (perfetto se siete dei fan sfegatati della mela), ma sui prodotti - che peraltro già conoscevo. Nulla di veramente diverso, migliore, esaltante, neanche l'I-Phone. Tanto sostengo che il Mac sia il top per un computer - nessun problema, semplicità d'uso estrema, compatibile con tutto, silenziosissimo, ipercontrollabile, supesicuro - quanto credo che per il resto sia un negozio di moda, con relativi prezzi. Trovo assurdo spendere cifre mostruose per gli Ipod.
Insomma, perse due ore a navigare su Internet al negozio Apple, e conclusa di fatto la serata, il giorno dopo attraverso la via della Columbus Parade e vado al negozio di giocattoli a fianco (FAO Schwarz). Bastano le foto: non aggiungo altro o ingabbierei l'inenarrabile.
Se andate a New York, passate PRIMA lì, e poi, se avanza qualche minuto, all'Apple store.
Gran delusione, non tanto sul negozio (perfetto se siete dei fan sfegatati della mela), ma sui prodotti - che peraltro già conoscevo. Nulla di veramente diverso, migliore, esaltante, neanche l'I-Phone. Tanto sostengo che il Mac sia il top per un computer - nessun problema, semplicità d'uso estrema, compatibile con tutto, silenziosissimo, ipercontrollabile, supesicuro - quanto credo che per il resto sia un negozio di moda, con relativi prezzi. Trovo assurdo spendere cifre mostruose per gli Ipod.
Insomma, perse due ore a navigare su Internet al negozio Apple, e conclusa di fatto la serata, il giorno dopo attraverso la via della Columbus Parade e vado al negozio di giocattoli a fianco (FAO Schwarz). Bastano le foto: non aggiungo altro o ingabbierei l'inenarrabile.
Se andate a New York, passate PRIMA lì, e poi, se avanza qualche minuto, all'Apple store.
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giovedì 2 ottobre 2008
Per una New York gluten-free mappata su google
Viaggiare senza glutine è indubbiamente dura. Tuttavia, Internet per un celiaco che ama viaggiare ha un valore incommensurabile.
Tra le tante altre cose, ecco cosa siamo riusciti a fare con google maps, utilizzando le informazioni reperite sul GFRAP e gli indirizzi dei Wholefoods market.
Naturalmente, abbiamo optato per la soluzione appartamento in affitto, costosa ma non più dei vari hotel (che ovviamente non includono i pasti); peraltro l'avremmo fatto anche senza celiachia. Se poi uno si muove con 5-6 mesi di anticipo strappa prezzi molto vantaggiosi sui vari siti di affitto case, senza contare Craiglist, una specie di Mercatino versione Nord America, con tutti i pro e contro del caso.
New York è - ora, per noi - un po' meno sconosciuta.
Tra le tante altre cose, ecco cosa siamo riusciti a fare con google maps, utilizzando le informazioni reperite sul GFRAP e gli indirizzi dei Wholefoods market.
Naturalmente, abbiamo optato per la soluzione appartamento in affitto, costosa ma non più dei vari hotel (che ovviamente non includono i pasti); peraltro l'avremmo fatto anche senza celiachia. Se poi uno si muove con 5-6 mesi di anticipo strappa prezzi molto vantaggiosi sui vari siti di affitto case, senza contare Craiglist, una specie di Mercatino versione Nord America, con tutti i pro e contro del caso.
New York è - ora, per noi - un po' meno sconosciuta.
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